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Dai sussidi alle industrie alla guerra, fino all’esplorazione spaziale: tanti i temi della tre giorni che vedrà il presidente francese impegnato a Washington

Si è conclusa la missione di tre giorni di Emmanuel Macron negli Stati Uniti. Un appuntamento politico cruciale che, oltre a essere la prima visita di Stato del suo mandato, ha avuto lo scopo di ricucire i rapporti fra l’Eliseo e la Casa Bianca.

Conferenza di pace a Parigi

Joe Biden e Emmanuel Macron hanno annunciato una conferenza di pace, che si terrà il 13 dicembre a Parigi.

Al termine della tre giorni del leader francese alla Casa Bianca, è emerso che non c’è nessuna intenzione “immediata” di contattare Vladimir Putin, si rileva invece “piena sintonia” con la Francia sull’aiuto all’Ucraina ma una netta distanza tra Stati Uniti e Unione Europea su come affrontare l’inflazione.

Macron ha spiegato che l’Ucraina è “stato il primo tema affrontato” nel bilaterale. Biden non ha voluto concedere aperture alla Russia, mentre Macron ha chiarito che parlerà con il capo del Cremlino “nei prossimi giorni”, auspicando che un negoziato “sia ancora possibile”.

La posizione di Macron

Il presidente francese ha avvertito Joe Biden del rischio percepito che “Ue e Francia” diventino “una sorta di variabile” nella rivalità tra Usa e Cina. In un discorso all’ambasciata francese a Washington, il presidente ha poi sottolineato che i sussidi americani, previsti dalla legge anti inflazione americana al settore delle rinnovabili, “rischiano di spaccare l’Occidente”.

A proposito del conflitto in corso in Ucraina, Macron ha voluto ribadire che un negoziato “è ancora possibile” per mettere fine all’invasione, che definisce “un grosso errore“. Nonostante il suo appello per la diplomazia, il presidente francese precisa anche che “una pace giusta non è una pace che può venire imposta agli ucraini” e che “una pace giusta non è una pace che a medio o lungo termine non sarebbe accettata da una delle due parti“.

Cena di Stato alla Casa Bianca

In onore della visita della famiglia presidenziale francese, Joe e Jill Biden hanno organizzato una serata di gala. Alla cena di Stato hanno partecipato anche vip come il ceo di Apple Tim Cook e la direttrice di Vogue Anna Wintour. I capi di Stato Macron e Biden hanno brindato “ai valori che uniscono ancora” i due Paesi.

Gli strappi precedenti

L’ultimo strappo fra i due Paesi risale al settembre 2021 quando gli Usa annunciano la sottoscrizione di un maxi contratto di vendita di sottomarini con Australia e Regno Unito. Un affare che fa saltare una vendita già commissionata da Canberra a Parigi e che aveva fatto andare la Francia su tutte le furie, vedendosi esclusa dai progetti militari nell’area Indo-pacifica.

Macron si trova negli Stati Uniti anche per spingere verso un allargamento delle maglie dell’Inflation Reduction Act, il provvedimento con cui Biden ha concesso ingenti sussidi alla mobilità elettrica “made in America”, escludendo quella di altri Paesi. Una legge giudicata troppo “protezionista” da Macron che patteggerà per estendere alcune esenzioni alle industrie europee.

Le posizioni di Macron si sovrappongono in questo caso con quelle europee, con Bruxelles che avrebbe già pronta una risposta al protezionismo Usa, ripagato con la stessa moneta: sussidi per i prodotti “made in Europe”, una misura che di fatto aprirebbe ad una guerra commerciale.

«La Cina favorisce i propri prodotti, gli Stati Uniti favoriscono i propri prodotti. Potrebbe essere il momento per l’Europa di favorire i propri prodotti» aveva preannunciato il ministro delle Finanze francese Le Maire.

La visita di Macron riguarderà anche il sostegno all’Ucraina e il contrasto all’ascesa della Cina, con Washington che non ha mai visto di buon occhio gli svariati tentativi della Francia di porsi come mediatore aprendo più volte al dialogo con Putin.

Cena tra leader

Il 30 novembre Macron (“il nostro alleato più antico” come lo omaggia il portavoce dell’esecutivo Usa John Kirby) e la premiere dame Brigitte sono stati ospiti di Joe e Jill Biden in un ristorante di Washington, cena preludio al grande ricevimento pronto per il primo dicembre alla White House.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/THIBAULT CAMUS