Il ministro degli Esteri ucraino saluta con favore la proposta del Vaticano per una futura trattativa di pace
Ai giornalisti riuniti all’ambasciata ucraina presso il Vaticano il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha dichiarato in merito alle trattative di pace.
Secondo Kuleba “la triste verità è che non è ancora arrivato il momento per la mediazione e la ragione è il presidente Putin. Se vuoi la pace, non mandi missili ogni settimana per distruggere le nostre infrastrutture, non continui a mandare militari per catturare le nostre città, non annetta territori che sono di altri“. Il ministro ha salutato con favore la proposta del Vaticano di un ruolo nella trattativa di pace e ha assicurato che “arriverà il momento della mediazione e se la Santa Sede vorrà partecipare sarà benvenuta“. Kuleba ha poi sottolineato che il Vaticano, come ogni altro Stato, “non deve dire che se aiutano con qualcosa, devono anche essere neutrali per non spaventare i russi. Noi non accettiamo questo“.
Intanto dagli Stati Uniti arrivano dall’amministrazione Biden “preoccupazioni” in merito alla richiesta da parte di Kiev di bombe a grappolo. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense ha spiegato che “in base alla nostra politica, abbiamo preoccupazioni sull’uso di questo tipo di munizioni“.
Preoccupazione è espressa anche dal segretario della Nato, Jens Stoltenberg. A preoccupare Stoltenberg è la possibilità che le “cose” vadano “male” perché potrebbero andare “terribilmente male“. «È una guerra terribile in Ucraina. È anche una guerra che può diventare una grande guerra a pieno titolo tra la Nato e la Russia. Stiamo lavorando ogni giorno per evitarlo. Non c’è dubbio che una guerra vera e propria sia una possibilità. Importante evitare un conflitto che coinvolga più Paesi in Europa e diventi una guerra vera e propria in Europa» ha dichiarato a NRK.
Notizie dal fronte
Sergei Gaidai, capo dell’amministrazione militare della regione di Lugansk, ha anunciato che l’esercito di Kiev si sta avvicinando a Kremennaya, nel Lugansk occupato. Le armate sarebbero a pochi chilometri dalla città. Secondo Gaidai nel 2023 le forze ucraine riusciranno a liberare l’intera regione.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/SERGEY DOLZHENKO