Escalation da sabato. Il presidente serbo Vucic ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio per la sicurezza nazionale
Escalation di tensione in Kosovo dove ieri sera, 11 dicembre ci sono state sparatorie ed esplosioni. Una situazione di alta tensione interetnica nel Nord del Paese che ha riacceso i riflettori sulla protesta della popolazione serba locale, che ha bloccato alcune strade e innalzato barricate dopo l’arresto di un ex agente serbo della polizia kosovara.
In serata si è riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale. A chiedere la riunione d’emergenza il presidente della Serbia, Aleksander Vucic.
Da parte di Ue e Usa arrivano appelli alla calma, mentre la premier serba Ana Brnabic ha dichiarato che le azioni unilaterali e destabilizzanti, insieme al suo evidente odio antiserbo Kurti ha portato la situazione “al limite di un nuovo conflitto armato” nei Balcani.
Il premier kosovaro intanto ha accusato la Serbia di minacciare la guerra inviando le proprie truppe nel territorio del Kosovo. Secondo Albin Kurti “le azioni della Serbia costituiscono minacce costanti“.
Da Kurti è giunto un ultimatum: entro questa sera le barricate issate nel Nord dovranno essere rimosse. Il presidente del partito serbo kosovaro Lista Serbia, Goran Rakic, ha denunciato che questa sera Kurti avrebbe intenzione di inviare nuove unità di polizia e del servizio di sicurezza speciale per “perseguitare il popolo serbo” e “scatenare una tempesta” sulla popolazione. Rakic ha spiegato che “questo è il momento in cui spetta alla Kfor (la forza della Nato) e alla (missione Ue) Eulex impedire il caos che Kurti sta preparando“, mentre Kurti ha informato i Paesi del Quintetto sul Kosovo (Usa, Regno Unito, Francia, Germania, Italia) che “le strutture di sicurezza del Kosovo, guidate dalle Unità speciali di polizia Njso, ora in stato di massima allerta, prenderanno tutte le misure per rimuovere le barricate nel nord“.
Dopo aver chiesto “garanzie” alla missione Nato in Kosovo e alla missione civile dell’Unione europea per la protezione serba, il presidente Vucic ha chiesto ai cittadini di rimuovere le barricate. Un tentativo di non far esplodere una situazione già molto tesa, ma “se non lo garantiscono, allora sarà tutto perfettamente chiaro” ha dichiarato Vucic. Il presidente si è detto “orgoglioso dei nostri soldati e della polizia. Non abbiamo mai avuto una tale disponibilità da parte delle persone a essere disponibili per la loro patria” e che “la nostra coscienza è pulita. Abbiamo le mani legate, ma anche quando siamo in un angolo, dobbiamo combattere. Il mio messaggio alla gente è di rispettare Eulex e Kfor e non permettere che vengano provocati“.
A tenere alta la tensione è stata poi la decisione di Pristina di inviare centinaia di agenti della polizia speciale del Kosovo. Kurti ha assicurato che il governo del Kosovo è un “governo di pace che vuole garantire la sicurezza per tutti i cittadini senza distinzione di etnia, religione, sesso o età” e che “la militarizzazione della Serbia nel corso degli anni ci ha portato a questa situazione“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/STR