A denunciare un’ex soldatessa di 23 anni aggredita sessualmente dai suoi supervisori in numerosi episodi
Una maxi inchiesta ha portato alla luce oltre 100 casi di molestie sessuali avvenute nell’ambito del ministero della Difesa giapponese.
Le indagini sono partite dalla denuncia di un’ex soldatessa 23enne, Rina Gonoi. La donna ha infatti affermato di aver abbandonato la carriera militare proprio dopo numerose aggressione ai suoi danni da parte di diversi colleghi maschi mentre lavorava in un campo della GSDF a Koriyama, nella prefettura di Fukushima.
Cinque militari sono stati licenziati e altri quattro puniti perché ritenuti tra gli autori delle molestie subite da Gonoi. I nomi dei militari licenziati non sono stati resi noti ma è emerso che si tratta di sergenti tra i 20 e i 40 anni appartenenti alla stessa compagnia della donna e incaricati di supervisionarla. Tra i puniti, invece, un sottotenente supervisore è stato ammonito, così come il comandante del battaglione un tenente colonnello e il comandante del reggimento un colonnello, mentre il comandante della compagnia un capitano è stato sospeso per 6 mesi.
«Spero che si assumano sinceramente la responsabilità, indipendentemente dalla gravità delle punizioni», ha twittato Gonoi in giapponese sul suo account Twitter.
Durante le indagini sono venute alla luce molestie sessuali subite da altre donne in servizio. Il capo dello staff della Ground Self-Defense Force, Yoshihide Yoshida, ha dichiarato in conferenza stampa: «sono profondamente dispiaciuto per aver causato una situazione in cui Gonoi ha dovuto rivelare il suo nome e il suo volto, e parlare degli abusi. Adotteremo misure in modo continuo e persistente per creare un clima organizzativo che non tolleri le molestie».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/KIYOSHI OTA / POOL