221 i voti favorevoli, 152 i contrari. Le reazioni dell’opposizione
La Camera ha dato l’ok alla fiducia sulla manovra. La legge di Bilancio è stata approvata con 221 voti favorevoli e 152 contrari, quattro glia stenuti.
Per il governo era presente il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Alle 21 circa è iniziata la chiama dei deputati. La votazione è palese e avviene per appello nominale. Alle 21.50 è iniziata la seconda chiama.
Sono stati scoperti due errori in altrettante tabelle allegate alla legge di Bilancio Stando a quanto riferito, l’esecutivo il governo ha già presentato due emendamenti per le nuove correzioni. Le tabelle, insieme ai due emendamenti, verranno votate dopo la fiducia – che riguarda solo il testo della manovra- prima degli ordini del giorno.
Il mistero degli emendamenti “fantasma”
Gli errori riguardano l’emendamento per inserire la Carta cultura giovani, che nei giorni scorsi aveva di fatto escluso i fondi per l’acquisto di Villa Verdi da parte dello Stato( tema caro al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano). Eppure il governo, nel caos della discussione notturna, ha inserito la residenza che fu del compositore fra le esigenze indifferibili, spostando in questo modo 20 milioni di euro dal fondo del ministero dell’Economia a quello della Cultura, modificando una delle tabelle allegate al provvedimento da 35 miliardi di euro complessivi. «Una forzatura – hanno lamentato le opposizioni – era già stato discusso un emendamento in commissione». Si tratta dell’ultimo di una serie di refusi che hanno fatto alzare la tensione, già alta, tra governo e opposizioni. Giorgetti difende l’operato del suo dicastero: «i tecnici hanno lavorato tanto, sono tutti stanchi», mentre il deputato di FdI Federico Mollicone sostiene che: «dovevamo mandare delle mail con risposte che arrivavano la mattina dopo. C’è stato un caos amministrativo e non politico»
Conte all’esecutivo: “siete proni falchi di Bruxelles”
Durante le dichiarazioni di voto Giuseppe Conte ha attaccato l’esecutivo. «Gli applausi vi sono arrivati dai falchi europei dell’austerità che per anni ci hanno costretto a manovre lacrime e sangue. Non dovete dire ‘siamo pronti’, ma ‘siamo proni – ha affermato il presidente del Movimento 5 Stelle – andate in Europa con il cappello in mano senza mai far pesare la voce dell’Italia a Bruxelles. Con quale coraggio ci riempirete le orecchie con slogan sull’interesse nazionale?».
Giorgetti: “come le turbolenze in aereo: l’importante è atterrare”
Arriva anche il commento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Io e Gilberto (Pichetto Fratin, NdR) abbiamo complessivamente 50 anni di manovre di bilancio in due. Ne abbiamo viste di tutti i colori, non ci impressioniamo. È come gli aerei, quando c’è un po’ di turbolenza, l’importante è atterrare» ha dichiarato Giorgetti.
Renzi ironizza: “vogliono il fax invece dello Spid”
“Ecco perché volevano abolire lo Spid. Stanno tornando al fax. A quando il ritorno ai gettoni telefonici? Grazie @marattin”. Affida a Twitter la sua risposta sarcastica agli emendamenti presentati in aula Matteo Renzi su Twitter, pubblicando un video della notturna sulla manovra con un episodio che ha visto protagonisti il presidente di turno Giorgio Mulè e Luigi Marattin di Iv.
Anche la candidata alla segreteria del Pd Elly Schlein si sfoga sui social: “la manovra? E’ senza visione strategica e ingiusta, perché penalizza soprattutto le persone più povere e chi fa più fatica – e continua – Sceglie di colpire il reddito di cittadinanza e aumentare la precarietà di lavoratori e lavoratrici, estendendo i voucher. Debole sugli investimenti che servirebbero a far ripartire il Paese, a supportare gli enti locali e a dare fiato alle imprese in difficoltà, è incerta sull’attuazione del Pnrr”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI