mottarone

In gennaio erano state prorogate di 6 mesi. A due anni dalla tragedia ci sono 6 persone indagate e due società

A due anni dalla strage del Mottarone, sono state chiuse ufficialmente le indagini: 8 gli indagati, 6 persone e due società. Si tratta del gestore Luigi Nerini, di Gabriele Tadini, Enrico Perocchio, e, per Leitner, di Martin Leitner, consigliere delegato, del presidente del Cda Anton Seeber e del dirigente Peter Rabansen. Oltre a loro, notificata la chiusura indagini anche alle due società Ferrovie del Mottarone srl e Leitner spa. Stralciate dunque le posizioni degli altri indagati, che erano in totale 14. Lo riporta LaPresse.

Nell’avviso di chiusura delle indagini la procura ha scritto che c’è stata una “mancata esecuzione dei controlli a vista mensili sul tratto di fune traente in prossimità del punto di innesto al carrello (testa fusa)“. I controlli avrebbero consentito, secondo la procura, “di rilevare i segnali del degrado della fune” e di portare alla “dismissione della fune” stessa. La fune si è invece deteriorata fino a rompersi in corrispondenza della testa fusa “punto in cui la fune presentava il 68% circa dei fili” con “superfici di frattura”.

La procura ha contestato al gestore Luigi Nerini e a Gabriele Tadini ed Enrico Perocchio il reato di “rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”. Secondo la procura, mentre Gabriele Tadini ha “materialmente” inserito i cosiddetti ‘forchettoni’ per inibire i freni di emergenza nella funivia del Mottarone, Luigi Nerini ed Enrico Perocchio hanno, secondo la procura, agito “avallando” la decisione e “rafforzando la determinatezza del capo servizio”. Inserendo i ‘forchettoni’ hanno rimosso “un sistema di sicurezza destinato a prevenire disastri e/o infortuni sul lavoro”.

Contestato anche l’attentato alla sicurezza dei trasporti perché “ponevano in pericolo la sicurezza di un pubblico trasporto per aria, effettuato tramite il predetto impianto funiviario”, con l’aggravante che dal fatto è derivato un disastro. Nei confronti dei tre, più di Anton Seeber, Martin Leitner e Peter Rabansen vengono contestate anche le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo (e lesioni colpose gravi).

La proroga data in gennaio

Annalisa Palomba, la gip di Verbania, ha concesso la proroga di 6 mesi per le indagini intorno alla strage del Mottarone del 23 maggio 2021.

I legali di Enrico Perocchio, uno degli indagati, si erano opposti alla proroga ma la gip ha rigettato. A favore della proroga invece il legale di un altro degli indagati, Gabriele Tadini. Nel provvedimento si legge che la proroga alle indagini è concessa considerando la presenza di molte parti indagate e offese e per la “complessità tecnica, giuridica e istruttoria” e che “un ‘tempo di riflessione’ risulta necessario anche al fine di valutare la possibilità di archiviare alcune posizioni, riqualificare taluni reati, acquisire prove a favore delle parti”.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/TINO ROMANO