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Il ministro della Giustizia all’inaugurazione dell’Anno giudiziario a Venezia ricorda la sua carriera assicurando che le toghe non andranno sotto il potere politico

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario a Venezia. Il ministro ha assicurato che le riforme “avverranno in armonia e avranno comunque un elemento non trattabile, e questo elemento è l’indipendenza e l’autonomia della magistratura“.

«Ho sentito in questi giorni alcune insinuazioni, addirittura che sarebbe mia intenzione di sottoporre il pubblico ministero al potere esecutivo – spiega Nordio. – Figuriamoci se, avendo esercitato la funzione di pm per 40 anni, io potrei soltanto immaginare che la mia funzione andasse sotto il potere politico».

Il Presidente Mattarella aveva ribadito l’importanza dell’indipendenza della magistratura e Nordio ha deciso di percorrere la stessa strada. «Se non avessi una concezione di sacralità dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, non avrei esercitato e mantenuto la toga per 40 anni, in un modo che ritengo sia stato ispirato dai principi costituzionali di dignità e onore» ha sottolineato il ministro.

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Del Mastro delle Vedove, ha partecipato alla cerimonia di Torino. Del Mastro delle Vedove ha fatto riferimento alla busta con dei proiettili indirizzata al procuratore generale Francesco Saluzzo chiarando che “i magistrati non si intimoriscono. Lo Stato non si piega. La normativa speciale contro il terrorismo non arretra“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

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