Secondo l’Idf erano tutti armati, ma è benzina sul fuoco delle tensioni tra Ramallah e Tel Aviv
L’esercito israeliano ha ucciso almeno cinque palestinesi durante un’operazione militare nel campo profughi Aqabet Jabr di Gerico, nel centro della Cisgiordania. I giovani sono Raafat Wael Awadat, 21 anni; Malik Awni Lafi e Adham Majdi Awaidat, 22; Ibrahim Wael Awaidat, 27 anni e Thaer Awadat, 28 anni.
Il raid nel campo profughi
In realtà l’esercito israeliano ha sostenuto che i morti siano 7, smentito dal governatore di Gerico che ne conferma solo cinque. L’Idf sostiene che tutte le persone uccise fossero armate. Secondo le ricostruzioni di Tel Aviv, alcuni dei ragazzi uccisi sarebbero stati affiliati di Hamas. Si tratta del gruppo radicale che controlla la Striscia di Gaza.
Sempre secondo le ricostruzioni israeliane le vittime sarebbero state coinvolte in un attacco armato compiuto qualche giorno fa contro l’esercito israeliano, senza morti. Durante l’operazione l’Idf ha arrestato Shaker Amara, uno dei leader di Hamas.
Tensione su tensione
L’attacco israeliano al campo profughi però non fa che gettare benzina sul fuoco delle ostilità, dopo che lo stesso campo era stato oggetto di un feroce assedio. La tensione in Palestina si è riaccesa a seguito degli attentati di Gerusalemme, costati la vita a sette civili israeliani. È però dall’insediamento del quinto esecutivo a guida Netanyahu che si è verificata questa escalation di violenza, anche a causa della presenza nel governo di Tel Aviv di elementi ultraortodossi e ultranazionalisti di stampo arabofobo, come il partito Otzma Yehudit dell’alleato di Netanyahu Ben Gvir.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/ATEF SAFADI