La Corte ha riconosciuto la proprietà al tempio di Kannon, a Tokio, perché per circa 60 anni, la statua è rimasta in mostra “apertamente e pacificamente”. Ciò farebbe del tempio giapponese il legittimo proprietario per usucapione
Una statua buddhista, prodotta in Corea ma rubata in Giappone, ha fatto riaffiorare i rapporti difficili tra i due vicini asiatici. C’è una reciproca sfiducia che si nutre di rancore e odio che riemergono soprattutto quando si tratta di temi d’identità culturale come questo.
Asia News scrive che la vicenda risale al 2012 quando dei ladri sudcoreani hanno rubato alcune opere dal grande valore artistico dal tempio buddhista di Kannon, che si trova sull’isola giapponese di Tsushima.
Con lo scopo di rivendere in Corea, le hanno portate nel paese, ma la polizia di Seul è riuscita ad arrestarli e confiscare i manufatti. Alcuni di questi sono stati restituiti, ma la riconsegna della statua di un Bodhisattva è rimasta nel tempio di Buseok che ne reclamava la proprietà originaria.
La statua del buddha risale al 1330 ed è stata prodotta proprio dal tempio sudocoreano, situato a Seosan, circa 100 chilometri a sud-ovest di Seoul.
Secondo il museo, la statua era stata presa come bottino dai pirati giapponesi che avevano razziato le coste della Corea fino ad arrivare nel tempio di Kannon a Tsushima durante la prima metà del XVI secolo.
Nel 2016 il tempio buddhista sudcoreano, sostenuto moltissimi cittadini, aveva presentato un’istanza al governo di Seoul affinché questo non restituisse la statua alle autorità giapponesi riconoscendone la proprietà al tempio di Buseok.
Nel 2017 un tribunale distrettuale aveva dato ragione al tempio sudcoreano ma, nei giorni scorsi, la Corte d’appello di Daejeon ha rovesciato la sentenza di primo grado.
La Corte ha inoltre riconosciuto la proprietà al tempio di Kannon, a Tokio, perché per circa 60 anni, la statua è rimasta in mostra “apertamente e pacificamente”. Ciò farebbe del tempio giapponese il legittimo proprietario.
In Corea del Sud, si ha una divisione dell’opinione pubblica sulla restituzione della statua al Giappone. L’avvocato del tempio di Buseok ha detto che verrà presentato un ricorso, mentre il capo del comitato civile e religioso sudcoreano per la restituzione della statua ha dichiarato che “la sentenza di oggi è difficile da capire e manca di logica legale”.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY