Il presidente ecuadoriano chiede un “grande patto nazionale” che includa tutte le forze politiche democratiche
«Quello di domenica è stato un appello del popolo al governo, e noi non eluderemo tale responsabilità»: così il presidente ecuadoriano Guillermo Lasso ha accettato il risultato per lui avverso delle elezioni amministrative e dei quesiti di referendum costituzionale.
Parlando per la prima volta dopo il voto, ha dichiarato: «quando il popolo parla, è dovere dei governanti analizzare, comprendere e accettare. Sono convinto che in questo atto di espressione popolare si annidano le risposte e le soluzioni ai principali problemi del Paese».
Secondo Lasso quanto emerso dalle urne mostra che la stragrande maggioranza vuole un Paese migliore con “più sicurezza, migliore istruzione e salute, più lavoro, posti di lavoro degni e riduzione dei costi della vita“. «Questo presidente accoglie l’appello e convoca l’intera dirigenza nazionale a costruire un grande patto nazionale con la convinzione che tutte le forze politiche democratiche debbano contribuire con il loro punto di vista in questo processo», ha aggiunto.
Non tutti la pensano come lui. L’opposizione del partito di sinistra Revolución Ciudadana, guidato dall’ex presidente Rafael Correa, chiede che il popolo torni subito al voto per le elezioni generali, previste per il 2025. L’opposizione ha vinto la votazione dei sindaci di grandi città, fra cui Quito e Guayaquil, e il no generalizzato ai quesiti referendari.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/Jose Jacome