incendi cile

Boric ha indetto “almeno 48 ore” di coprifuoco nelle Regioni maggiormente colpite

Continua, in Cile, la lotta contro le fiamme: fino ad ora dei 311 incendi individuati in tutto il Paese 84 sono ancora attivi e fuori controllo, mentre sono state distrutte 1.180 case e altre 5.569 sono rimaste danneggiate.

Lo ha riferito in una conferenza stampa la ministra dell’Interno, Carolina Tohá che nel frattempo rivede al ribasso le vittime accertate, per ora 24 anziché le 26 inizialmente dichiarate.

Intanto, il presidente cileno Boric ha annunciato il coprifuoco in alcune aree delle Regioni più colpite dalle fiamme, almeno per 48 ore a causa di una “complessa situazione climatica“. Il capo di Stato si è recato in visita nella Regione centro-meridionale di Biobío, a Santa Juana, fra i Comuni più devastati dagli incendi.

I roghi, scoppiati da circa una settimana nel centro e nel sud del Paese, hanno costretto il Governo anche a decretare lo stato di catastrofe in tre regioni, Nuble, Biobío e La Araucanía. Secondo dati ufficiali sono ormai più di 360 mila gli ettari di bosco andati in fiamme in queste regioni, circa 500 chilometri a sud della capitale Santiago, mentre sono saliti a 5.500 i senzatetto, con circa 2000 case andate distrutte. Tra le misure adottate dal governo in aiuto alle famiglie colpite dagli incendi un bonus di 1.900 dollari, esenzioni fiscali e l’invio di container abitativi.

Una flotta di 122 aerei è impegnata nelle operazioni di spegnimento, tra cui un Ten Tanker della Boeing capace di trasportare 35.000 litri di acqua, al momento purtroppo fermo per un guasto ad una valvola. Tohá ha assicurato che il velivolo tornerà operativo entro sabato 11 febbraio.

Il sottosegretario alla Sicurezza, Manuel Monsalve, intanto, ha reso noto nel corso dell’ultima settimana sono stati arrestati 28 presunti piromani.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/Adriana Thomasa