SHUTTERSTOCK

Tre detenuti sarebbero stati legati e picchiati: sotto la lente di ingrandimento un commissario e 27 agenti

La Procura di Biella indaga sul carcere della città per presunti reati di tortura. Al centro delle indagini ci sarebbero degli episodi avvenuti la scorsa estate in cui tre detenuti sarebbero stati legati, gettati in cella e picchiati.

In particolare, le immagini delle videocamere mostrerebbero l’arrivo di un cittadino georgiano accusato di furto con gambe e braccia legate e buttato a terra, mentre il commissario a capo dell’operazione zittiva ogni tentativo di intervento. Altri due detenuti marocchini avrebbero raccontato di essere stati percossi e di aver ricevuto dagli agenti anche l’offerta di droga, in cambio della fede nuziale.

A segnalare i fatti sarebbe poi stata la Dap. Ora il commissario si trova agli arresti domiciliari e altri 27 agenti della polizia penitenziaria rischiano la sospensione, sia quelli che hanno preso parti ai presunti pestaggi sia quelli che non li hanno impediti.

Non è la prima volta che la casa circondariale di Biella si trova sotto la lente d’ingrandimento della Procura. Già da anni, infatti, la Squadra mobile indaga sul presunto traffico di stupefacenti, cellulari e schede Sim all’interno della struttura. Quell’indagine ha portato a un arresto mentre altri 22 indagati sono in attesa di rinvio a giudizio per lo scandalo dei “furbetti del tampone”. I tamponi destinati soltanto ai detenuti venivano utilizzati da agenti, infermieri, educatori, persino da familiari del personale, fatti entrare la sera in carcere senza permesso. 

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK