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Mosca convoca l’ambasciatrice Usa per chiarimenti sulle esplosioni del Nord Stream 1 e 2. Stoltenberg: “Nato ha diritto di sostenere l’Ucraina”

L’attenzione martedì 21 febbraio è tutta rivolta a Mosca, dove va in scena il discorso sullo stato della nazione pronunciato da Vladimir Putin davanti all’Assemblea federale russa. Un discorso che cade a un anno dall’invasione dell’Ucraina e atteso come un proclamo paradigmatico che detterà la linea per le prossime azioni, oltre ad aggiornare l’élite politica e militare della sua “operazione militare speciale”.

Meloni a Kiev

Nel frattempo, Giorgia Meloni è arrivata a Kiev, accolta dall’ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyk: «sono onorata, è doveroso essere qui per ribadire la posizione del Governo italiano e forse anche rendersi conto personalmente di quel che serve a un popolo che si batte per la libertà» ha dichiarato la premier. Il convoglio con a bordo la presidente del Consiglio è partito ieri sera dalla stazione polacca di Przemysl. La visita si svolgerà con un programma riservato e toccherà alcuni luoghi simbolo della guerra.

La premier ha visitatoi sobborghi di Bucha e Irpin prima di recarsi al palazzo presidenziale per l’incontro con il presidente Volodymyr Zelensky e la conferenza stampa congiunta. Fra le tappe anche un passaggio vicino al muro del ricordo dei caduti per l’Ucraina con una cerimonia di deposizione di corona di fiori.

A Bucha la prima tappa è la chiesa ortodossa di Sant’Andrea, dove la premier ha deposto una corona di fiori e ha visitato l’esposizione fotografica sulla guerra qui in mostra. «Combatteremo per voi e la vostra libertà» dice commossa Meloni dopo aver reso omaggio alle vittime del massacro di Bucha. «Può contare sull’Italia, siamo con voi dall’inizio e lo saremo fino alla fine. Avete tutto il nostro il supporto» ribadisce ancora al procuratore generale dell’Ucraina, Andriy Kostin.

A Irpin Meloni ha visitato la città e i luoghi più colpiti dalle bombe, consegnando materiali per aiutare i civili, in particolare due generatori, parte di un lotto di 52, per un totale di oltre 660mila euro donati dal Governo italiano all’Ucraina. «È diverso parlare di numeri o vedere a caldo la vita della gente distrutta senza che ci sia una ragione, abbiamo visto fiori e peluche: è diverso, vale la pena di vederlo» commenta la premier.

«L’Italia ci dà un forte sostegno nel nostro percorso verso l’adesione all’Ue, apprezzo molto la leadership di Roma» ha commentato Melnyk, precisando di contare sul sostegno dell’Italia “anche per la nostra domanda di adesione alla Nato con procedura accelerata“.

La premier ha anche commentato il discorso pronunciato da Putin davanti all’Assemblea federale russa: «Una parte del mio cuore sperava che dicesse parole diverse aspettandomi un passo avanti – risponde Meloni interrogata sulle parole del presidente russo. – Quello che abbiamo sentito stamani è la solita propaganda ma i fatti sono diversi, ha detto che lavora per la diplomazia per evitare il conflitto ma la verità è che c’è qualcuno che è l’invasore e qualcuno che si sta difendendo. E il paradosso è che chi è vittima di questa aggressione sta comunque cercando di presentare un piano di pace».

Stoltenberg: la Nato ha il diritto di difendere l’Ucraina

«La Russia ha deciso di invadere l’Ucraina e l’Ucraina ha diritto di difendere e noi abbiamo il diritto di sostenerla»: il segretario della Nato Jens Stoltenberg commenta il discorso di Putin sottolineando ancora una volta come il Cremlino stia “aumentando la sua capacità militare” e dunque “non vuole la pace ma la guerra“. «Per questo dobbiamo aumentare il nostro supporto all’Ucraina – aggiunge. – Se Putin vince il pericolo sarà per tutti».

Mosca convoca ambasciatrice Usa per le esplosioni di Nord Stream 1 e 2

Intanto il Ministero degli Esteri di Mosca ha convocato l’ambasciatrice Usa in Russia Lynn Tracy per chiedere “spiegazioni sulle esplosioni dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2“, oltre che di “non interferire con un’indagine obiettiva per identificare i responsabili“. La convocazione, precisano fonti diplomatiche, è avvenuta “in relazione al crescente coivolgimento degli Stati Uniti nelle ostilità“. Il Cremlino precisa anche come “il rifornimento di armi alle forze armate ucraine, così come il trasferimento delle designazioni di obiettivi per attacchi contro infrastrutture militari e civili russe, dimostrano chiaramente l’incoerenza e la falsità delle affermazioni della parte americana, secondo cui gli Stati Uniti non sono parte del conflitto“.

Wang a Mosca

Mentre il mondo guarda col fiato sospeso al Cremlino, la Cina si dice “molto preoccupata” per il conflitto che “si sta intensificando e sta andando fuori controllo“. Nel corso di una conferenza a Pechino il ministro degli Esteri cinese Qui Gang ha assicurato che “continueremo a promuovere il dialogo di pace e lavoreremo con la comunità internazionale per questo, per affrontare le preoccupazioni di tutte le parti e per cercare la sicurezza comune“. Frasi significative nel giorno in cui il massimo diplomatico cinese, Wang Yi, è in viaggio a Mosca dove dovrebbe incontrare il presidente Putin.

Il capo dei Wagner accusa: la Difesa russa vuole distruggerci

Alcune fratture interne sembrano aprirsi nel fronte russo: il capo dei mercenari Wagner Yevgeny Prigozhin ha infatti accusato il Ministero della Difesa e il capo di Stato Maggiore russi di privare volontariamente i suoi combattenti delle munizioni per “distruggere il gruppo“. Si tratterebbe di un'”opposizione diretta“.

Yevgeny Prigozhin, capo dei mercenari Wagner, afferma che il ministro della Difesa e il capo di Stato Maggiore russi stanno privando i suoi combattenti delle munizioni in “un tentativo di distruggere il Gruppo”. “C’è semplicemente un’opposizione diretta in corso”, ha detto Prigozhin a poche ore del discorso del presidente russo Vladimir Putin al Parlamento.

Il grido dell’Unicef: “i bambini hanno bisogno che questa guerra finisca”

Secondo l’Unicef sono 1,5 milioni i bambini a rischio di depressione, ansia, disordini da stress post-traumatico e altri problemi di salute mentale. Cinque milioni di bambini hanno dovuto smettere di studiare. L’82% dei minori vive in povertà (prima dell’invasione il tasso era del 43%).

«L’accesso di bambini e famiglie ai servizi di base è stato devastato. Ci sono notizie di oltre 1.000 strutture sanitarie danneggiate o distrutte da bombardamenti o attacchi aerei; questi attacchi hanno ucciso e causato ferite serie ai pazienti, compresi bambini, al personale medico e hanno ristretto l’accesso alle cure. Migliaia di bambini in fuga dal conflitto in tutto il Paese non hanno ricevuto vaccini vitali per essere protetti da polio, morbillo, difterite e altre malattie che minacciano la loro vita» scrive l’Unicef in un rapporto impietoso.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ANSA/FILIPPO ATTILI – Uff stampa Palazzo Chigi