I lavoratori dei trasporti tedeschi hanno messo in piedi una delle mobilitazioni più grandi dagli anni ’90
È uno degli scioperi più ampi degli ultimi 30 anni quello scattato dalla mezzanotte di lunedì 27 marzo e in programma per 24 ore. Dalle ferrovie agli aeroporti, dagli autobus ai traghetti, è infatti attesa un’ampissima adesione sulla base di una traversale insoddisfazione dei lavoratori del comparto mobilità: «nella contrattazione collettiva – ha spiegato il membro del comitato di negoziazione delle ferrovie tedesche EVG – nonostante la difficile situazione finanziaria di molti lavoratori, non ci è stato presentato nulla che sia degno di trattative serie».
I salari più alti per fronteggiare l’inflazione sono dunque al centro dello sciopero che riguarda gli Stati federali di Baden-Württemberg, Assia, Bassa Sassonia, Renania settentrionale-Vestfalia, Renania-Palatinato, Sassonia e gran parte della Baviera.
Secondo l’associazione ADV lo sciopero dei voli riguarderà almeno 380mila passeggeri, mentre i lavoratori ferroviari aderenti allo stop sarebbero oltre 30mila.
Le richieste dei sindacati, al vaglio di incontri già da lunedì sera, si assestano su un aumento del 10,5% e almeno 500 euro in più in busta paga. EVG, sempre per i lavoratori del comparto aereo, chiede invece un aumento minimo di 650 euro.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/Rodolfo Calò