La giornata dedicata al backup è il 31 marzo, per ricordare agli utenti di salvare e non rimanere vittime di un involontario pesce d’aprile
Affidare una significativa mole di dati ai devices in uso è un alleggerimento per la mente, che può avere spazio per altri ricordi, ma presenta anche un rischio significativo, un mancato salvataggio può costare l’addio di un lavoro su cui si è faticato, delle foto che immortalano un momento unico, dei contatti importanti.
Da 12 anni viene celebrata una giornata dedicata al backup, il “salva” che, effettivamente, salva da una situazione spiacevole che a molti sarà capitata almeno una volta nella vita. Secondo i dati disponibili, infatti il 30% delle persone non ha mai fatto un backup. La giornata dedicata a questa pratica salvifica è il 31 marzo, data scelta proprio per ricordare agli appassionati di tecnologia (e non) di non rischiare di cadere in un pesce d’aprile autoindotto seppur in maniera inconsapevole.
Nel 1998 la leggenda narra che Pixar rischiò grosso, dato che per un mancato backup rischiò di perdere il 90% del film Toy Story 2, pellicola a cui avevano lavorato 30 persone, in questo caso fu grazie a una lavoratrice in maternità che decise di portarsi a casa una copia del lavoro che non fu tutto perduto.
Oltre alle colpevoli dimenticanze negli anni i dati personali sono diventati un bottino sempre più ricco per i cyber criminali, secondo alcuni dati i virus infettano e rubano dati a decine di pc al mese, ma anche i furti o gli smarrimenti di dispositivi mobili, soprattutto gli smartphone, comporta la perdita di numerosi dati. Questo rende evidente l’importanza di un backup, ovvero di una seconda copia dei dati importanti da conservare in devices diversi.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY