In materia di fine vita, eutanasia e suicidio assistito il dibattito è sempre molto attivo, in Europa gli Stati di muovo su binari diversi
Da Parigi giunge la notizia che Emmanuel Macron è intenzionato ad avere un progetto di legge sul fine vita “entro la fine dell’estate 2023“. Il presidente francese ha inoltre annunciato alla Convenzione nazionale sul fine vita la promozione di un “piano decennale nazionale per l’assistenza al dolore e per le cure palliative” che sarà accompagnato dai “necessari investimenti“.
Macron ha spiegato che “lo Stato ha un obbligo di risultato” e ha ribadito la necessità di garantire un “accesso effettivo e universale alle cure di accompagnamento al fine vita“.
In Francia dal 2005 con l’introduzione della legge Leonetti è stato approvato il concetto di diritto di “lasciar morire” proprio dell’eutanasia passiva. In questo modo i medici possono somministrare farmaci palliativi e lasciare il malato morire serenamente. La notizia della nuova decisione francese riapre il dibattito in Europa in materia di eutanasia. Ogni Stato, infatti, ha una legislazione diversa in materia di fine vita.
Italia
In Italia il dibattito intorno all’eutanasia ha vissuto diverse fasi, che hanno seguito i più noti casi di cronaca quali quello di Elena Moroni, Eluana Englaro, Giovanni Nuvoli e Piergiorgio Welby. Più di recente sono stati i casi dei malati aiutati dell’Associazione Luca Coscioni, come Dj Fabo, a ricorrere all’eutanasia in Svizzera a riaprire il dibattito.
Secondo la legislazione italiana qualsiasi forma di eutanasia è illegale, in alcuni casi (come quello di Welby e di Englaro) le sentenze giudiziarie hanno autorizzato l’eutanasia passiva, cioè l’interruzione del supporto vitale del malato, e chi ha contribuito ad attuarla è stato considerato non punibile.
Alla Camera è stata presentata una legge sul suicidio assistito nata da una proposta di iniziativa popolare e riformulata più volte, la legge in discussione prevede la possibilità che il malato possa autosomministrarsi un farmaco che interrompa la sua vita prescritto dal medico. Nel dicembre 2021 la legge è arrivata per la prima volta in Parlamento, in quello stesso anno l’Associazione Luca Coscioni ha indetto una raccolta firme per un referendum dall’eutanasia che ha raccolto oltre 1,2 milioni di adesioni, ma la Consulta ha ritenuto inammissibile il referendum perché “a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana“.
Paesi Bassi
I primi a legalizzare l’eutanasia diretta e il suicidio assistito sono stati Paesi Bassi nel 2002. L’Olanda, inoltre, è stata la prima ad approvare il “protocollo di Groningen” che stabilisce i criteri per effettuare l’eutanasia infantile.
Nel 2003 anche il Belgio ha seguito l’Olanda e ha legalizzato l’eutanasia, che nel 2016 è stata estesa anche ai minori. Nel 2009 è stata la volta del Lussemburgo per l’approvazione della legge sull’eutanasia.
Spagna
La quarta nazione in Europa a depenalizzare l’eutanasia è stata la Spagna, mentre l’eutanasia attiva è stata approvata nel 2021 dal 1995 sono state depenalizzate le pratiche dell’eutanasia passiva e del suicidio assistito.
Svizzera
In Svizzera è prevista sia l’eutanasia attiva indiretta, cioè procurata con l’assunzione di sostanza che possono ridurre la durata della vita; sia quella passiva, cioè provocata dall’interruzione dei dispositivi atti alla cura e al mantenimento della vita; sia il suicidio assistito.
In Svizzera inoltre possono essere prescritti farmaci che inducono la morte anche a cittadini stranieri, se e solo se il paziente abbia una ruolo attivo nella somministrazione di tale farmaco. Questo fu il caso, ad esempio, di Fabiano Antoniani (noto come Dj Fabo) che scelse di porre fine così alla sua vita nel 2017.
Regno Unito
Nel Regno di Sua Maestà l’eutanasia è illegale, ma sono in corso dibattiti intorno alla depenalizzazione del suicidio assistito. La legislazione attuale comunque prevede una pena di fino 14 anni di carcere per istigazione al suicidio per chiunque sia sorpreso a compiere un suicidio assistito.
Portogallo
Al contrario della vicina Spagna in Portogallo è vietata sia l’eutanasia passiva sia l’eutanasia attiva, è però possibile richiedere che un comitato etico disponga la fine dei trattamenti medici più pesanti, ma con l’esclusione di idratazione e alimentazione.
Nord Europa
In Danimarca così come in Norvegia ogni forma di eutanasia è illegale. In Finlandia, invece, è prevista l’eutanasia passiva.
In Svezia è proibita l’eutanasia attiva, mentre viene tollerato il suicidio assistito.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY