save the children

Il rapporto evidenzia anche un’alta incidenza fra l’aver svolto attività prima dell’età legalmente consentita e l’affidamento ai servizi della giustizia minorile

L’ultimo rapporto di Save The Children, presentato a Roma il 4 aprile, è dedicato al lavoro minorile in Italia. Una realtà molto più diffusa di quanto spesso non si tenda a pensare: sembra infatti che nel nostro Paese il 6,8% dei minori tra i 7 e i 15 anni, dunque prima dell’età di 16 anni consentita dalla legge, abbia già svolto un qualche lavoro. Parliamo di circa 336mila minori, tra bambini e adolescenti.

Secondo la ricerca, nella maggior parte dei casi i minori hanno svolto lavori nell’ambito della ristorazione (il 25,9%); nel 16,2% dei casi l’attività riguardava la vendita al dettaglio in negozi e attività commerciali. Altre percentuali rilevanti riguardano lavori in campagna (9,1%), in cantiere (7,8%) e di attività di cura di parenti stretti (7,3%).

Lo studio indaga anche la correlazione fra il lavoro e l’accesso a percorsi di rieducazione penale nei minori. Secondo Save The Chldren infatti quasi il 40% dei giovani presi in carico dai servizi della giustizia minorile afferma di aver svolto attività lavorative prima dell’età consentita per legge.

«Per molti ragazzi e ragazze in Italia l’ingresso troppo precoce nel mondo del lavoro, prima dell’età consentita, incide negativamente sulla crescita e sulla continuità educativa, alimentando il fenomeno della dispersione scolastica» spiega anche il presidente di Save The Children Claudio Tesauro.

di: Marianna MANCINI

FOTO: DI MEO/ANSA