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Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha chiesto a Mosca informazioni sui “bambini ucraini deportati”

Al termine della riunione della Commissione Nato Ucraina a Bruxelles il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg ha dichiarato: «incoraggiamo l’Ucraina a intraprendere le riforme anche in questo periodo difficile, in particolare per quanto riguarda lo stato di diritto, la lotta alla corruzione e il rispetto per le minoranze».

Durante l’incontro gli alleati hanno ribadito “il sostegno a lungo termine” a Kiev e garantito nuovi aiuti militari.

«Siamo impazienti di accogliere il presidente Volodymyr Zelensky al summit di Vilnius a luglio – ha proseguito Stoltenberg, che ha parlato dell’ eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato – L’invito è stato fatto ed è stato ribadito più volte ma per fare progressi su questo fronte è necessario che l’Ucraina sopravviva come Stato sovrano ed è per questo che stiamo dando aiuti senza precedenti a Kiev».

La riunione non si svolgeva dal 2017 a causa dell’opposizione dell’Ungheria. All’incontro ha partecipato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Presenza che ha acceso le polemiche a Budapest.

 L’invito di Kuleba alla riunione dei ministri degli Esteri, secondo l’Ungheria, è ” una violazione dell’unità della Nato”. Budapest ha riferito che “sosterrà gli sforzi di integrazione dell’Ucraina solo se ripristinerà i diritti degli ungheresi in Transcarpazia”. 

Washington invia nuove armi a Kiev

Gli Stati Uniti hanno comunicato che invieranno altre armi a Kiev, per un totale di 2,6 miliardi di dollari. In una nota il Pentagono fa sapere che il pacchetto comprende munizioni per i sistemi lanciarazzi Himars, capacità per la difesa aerea, razzi e sistemi anti-tank.

Onu chiede a Mosca informazioni sui “bambini ucraini deportati”

Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu, con sede a Ginevra, ha chiesto a Mosca di fornire informazioni sulle deportazioni di bambini ucraini e altri civili nel territorio sotto il suo controllo. L’organismo delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede alla Russia di “cessare il trasferimento forzato illegale e la deportazione di civili e altre persone all’interno dell’Ucraina o nella Federazione Russa, in particolare i bambini, compresi quelli provenienti da istituti di accoglienza, minori non accompagnati e separati”. La risoluzione è stata approvata con 28 voti favorevoli, 17 astenuti e due contrati, la Cina e l’Eritrea.

«La Russia non ha trasferito alcun bambino dall’Ucraina senza il consenso dei genitori o dei tutori legali» ha dichiarato la Commissaria presidenziale per i diritti dei bambini in Russia Maria Lvova-Belova, nei confronti della quale la Corte internazionale penale (Cpi) ha spiccato un mandato di arresto, come nei confronti del presidente Vladimir Putin, con l’accusa di aver deportato bambini da regioni dell’Ucraina occupate dalle forze russe.

Durante una conferenza stampa Lvova-Belova ha affermato che la commissione da lei presieduta ha agito solo sulla base di criteri umanitari per trasferire bambini dalle zone di combattimento, ma che i bimbi non sono stati dati in adozione in Russia. I bambini, ha proseguito la Commissaria, sono stati presi in custodia da famiglie o istituzioni in attesa di essere riuniti ai familiari in Ucraina o all’estero, quando sarà possibile.

«In merito all’iniziativa della Corte internazionale penale non capiamo di cosa siamo accusati. Dateci i fatti e noi li esamineremo. Fino ad ora sembra tutto una farsa incomprensibile» ha detto Llova-Belova, sottolineando che Mosca non ha ancora ricevuto alcun documento in merito dalla Cpi né richieste da parte dell’Ucraina in merito a bambini che si afferma siano stati separati dai genitori.

di: Francesca LASI

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