OSPEDALE BUZZI MILANO

La partoriente, una senza fissa dimora scortata dai carabinieri, non ha voluto dichiarare la sua identità

Una donna senza fissa dimora si è presentata all’ospedale Buzzi di Milano per affidare ai sanitari dell’istituto la neonata appena partorita.

La donna, accompagnata dai carabinieri, ha raccontato di aver partorito la bambina in un capannone. Una volta in ospedale non ha voluto fornire le sue generalità e il caso è passato alla Procura.

La vicenda ricorda la storia del piccolo Enea, il neonato lasciato alla Culla per la Vita del Policlinico di Milano nel giorno di Pasqua. Una volta scaduto il termine dei 10 giorni entro i quali la madre naturale può far valere i suoi diritti sul neonato, Enea verrà dato in adozione. Si può presumere che lo stesso accadrà alla bambina affidata alle cure del Buzzi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/CLAUDIO CASSINELLI