I ministri hanno annunciato che chi aiuta la Russia pagherà “un prezzo pesante”
Nel corso della riunione dei ministri degli Esteri del G7 in corso a Karuizawa è stato annunciato che i Paesi che aiutano e offrono appoggio alla Russia in merito alla guerra in Ucraina “pagheranno un prezzo pesante“. I ministri hanno inoltre chiesto che in Sudan avvenga una “immediata” fine dei combattimenti. Nella dichiarazione congiunta si legge “esortiamo tutte le parti a porre immediatamente fine alla violenza, ad allentare le tensioni e a ripristinare il governo civile in Sudan“. Inoltre il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha parlato con i due generali rivali e ha sottolineato “l’urgenza di raggiungere un cessate il fuoco”. Un cessate il fuoco che “aiuterebbe a fornire aiuti umanitari alle persone colpite dai combattimenti, riunire le famiglie sudanesi e garantire la sicurezza dei membri della comunità internazionale a Khartoum“, riferisce il portavoce di Blinken, Vedant Patel.
I ministri intendono inoltre rafforzare l’applicazione delle sanzioni che vengono imposte alla Russia e hanno definito “inaccettabile” la decisione russa di inviare armi nucleari in Bielorussia. In merito all’accordo sul grano il G7 lo ha definito di “massima importanza” e ha chiesto a Mosca di non limitarne la durata.
A proposito della situazione di Taiwan i ministri degli Esteri hanno annunciato che “non vi è alcun cambiamento nelle posizioni di base su Taiwan, comprese le politiche dichiarate dell’Unica Cina“, ma vengono viste criticamente le attività di militarizzazione” cinesi nel Mar Cinese meridionale. I ministri riuniti hanno voluto inoltre sottolineare che “non esiste una base legale per le estese rivendicazioni marittime della Cina nel Mar Cinese meridionale” e si sono opposti “alle attività di militarizzazione della Repubblica Popolare nella regione“.
La Cina ha reagito e il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha affermato che la riunione “ha ignorato la posizione solenne e i fatti oggettivi della Cina, interferendo grossolanamente negli affari interni della Cina e ha calunniato e screditato maliziosamente la Cina. La dichiarazione congiunta finale rilasciata è piena di arroganza, pregiudizi e intenzioni sinistre anti-Cina e di contenimento della Cina. Pechino esprime la sua forte insoddisfazione e ferma opposizione a questo, presentando dure rimostranze al Giappone che ha ospitato l’incontro”.
In ultimo i ministri hanno esortato la Corea del Nord ad “astenersi” da ulteriori test nucleari o lanci di missili balistici, per evitare di dover affrontare “una risposta robusta. Chiediamo a Pyongyang di astenersi da ogni nuova azione destabilizzante o provocatoria“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/YUICHI YAMAZAKI