polizia trapper manette giovani

La giovane, di origini indiane, si era innamorata di un connazionale non accettato dalla famiglia. Il padre l’avrebbe presa a calci e minacciata

Nel Bolognese una 19enne di origine indiana è stata isolata e tenuta a digiuno da familiari dopo aver rifiutato un matrimonio combinato.

Stando a quanto riferito da La Stampa, il 13 aprile la scuola frequentata dalla giovane, ha segnalato l’accaduto alla polizia. Il padre aveva scoperto che la 19enne si era innamorata di un giovane connazionale e l’avrebbe picchiata, presa a calci, e minacciato di tagliarle la gola.

La ragazza, che ha denunciato la famiglia per maltrattamenti e costrizione al matrimonio, ha raccontato che i parenti le avrebbero fatto bere del latte “dal sapore cattivo”, che l’ha fatta addormentare e poi risvegliare con un forte mal di testa.

La giovane sarà portata in una struttura protetta.

Ad assistere la 19enne Barbara Iannuccelli, legale cha ha seguito anche il caso di Saman Abbas. Iannuccelli ha raccontato all’Adnkronos che la giovane “da qualche mese viene picchiata a sangue tutti i giorni perché si è innamorata di un ragazzo, indiano e della sua stessa religione ma non accettato dalla famiglia che ha già deciso per lei un matrimonio combinato. Si è confidata con un’insegnante, si è attivata la scuola, è stata fatta una segnalazione e tramite un associazione hanno chiamato me, perché il mio nome è associato al caso Saman e hanno ritenuto potessi essere la persona giusta per difenderla. Ci siamo viste, c’è stata una denuncia videoregistrata di tutti i fatti ma da allora, dal 13 aprile e fino al 25 non è accaduto nulla, nonostante ci fossero reati gravi, come maltrattamenti e induzione al matrimonio forzato. È stato rispettato il tempo dei tre giorni per acquisire la sua denuncia poi nulla (in riferimento alle norme introdotte dal Codice rosso, NdR).

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK