justin welby

Sono più di 50 le persone che avranno ruoli importanti nel corso della cerimonia. Tra loro il duca di Norfolk e l’arcivescovo Justin Welby

Ci siamo. Oggi, sabato 6 maggio, si terrà a Londra l’incoronazione di re Carlo III.

Da qualche tempo ormai le prove generali si svolgono la notte per le strade della città e di giorno nelle splendide sale del Buckingham Palace dove sembra sia stata riprodotta il luogo della cerimonia.

L’Operazione Golden Orb prende il nome dal “Globo d’oro” uno dei simboli del potere regale, consegnato alla regina Elisabetta II nel 1953, durante la sua incoronazione. Il “Sovereign’s Orb”, venne realizzato nel 1661 dall’orafo reale Robert Viner ed è stato fino ad adesso, dal XVII secolo, presente ad ogni incoronazione britannica. È una sfera vuota di oro con un diametro di 16 centimetri decorata con pietre preziose e perle simboleggiante il potere divino del sovrano. Alla morte della regina Elisabetta era posizionato sul feretro.

Per anni esponenti del governo, nobili e funzionari di corte si sono incontrati per lavorare all’Operazione Golden Orb. È per tradizione il duca di Norfolk il “Gran cerimoniere” nella persona di Edward Fitzalan-Howard. Egli detiene il titolo di Earl Marshal (Conte maresciallo) tramandato nella sua famiglia da 350 anni. 

È proprio lui a dover organizzare i più grandi eventi del regno. Tra questi: i funerali di stato, l’apertura annuale del Parlamento e le incoronazioni per i nuovi monarchi. Il nonno di Edward Fitzalan-Howard fece il regista per l’incoronazione della regina Elisabetta II nel 1953, per i funerali di Stato di Winston Churchill nel 1965 e per l’investitura di re Carlo III come principe di Galles nel 1969.

L’attuale duca di Norfolk, in ordine il diciottesimo a ricoprire il titolo in famiglia, ha dovuti organizzare un evento molto importante che lo ha reso noto: ha organizzato i funerali della regina e l’incoronazione del nuovo re di cui ha dato la “notizia in anticipo”.

Non molto tempo fa ha quindi rivelato qualche dettaglio: nel viaggio di ritorno a Buckingham Palace i sovrani saranno scortati da circa settemila rappresentanti delle forze armate che poi si raccoglieranno nei giardini dove potranno vedere il re e la regina e fare un saluto reale.

«L’incoronazione è anche un momento per ricordare a noi stessi l’orgoglio che abbiamo per il nostro grande Paese e la nostra costituzione non scritta, che ci ha servito così bene per oltre mille anni durante la nostra lunga storia. Ora abbiamo un nuovo Re che seguirà le orme della defunta sovrana, ma lo farà a modo suo, con sua moglie e la sua famiglia. È un sistema che si è costantemente evoluto nel tempo, contribuendo a garantire la libertà di cui godiamo oggi», ha detto.

Il duca di Norfolk lavora a stretto contatto con il più alto dignitario della Chiesa anglicana nel Regno Unito: l’arcivescovo Justin Welby, officiante della cerimonia del 6 maggio. A quest’ultimo spetta il compito di posare la corona di Sant’Edoardo sulla testa del re: questa enorme responsabilità gli ha causato diverse angosce ed ha rivelato di aver più volte sognato di aver scordato a casa la corona.

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/TOLGA AKMEN