Uno dei tre studenti sospesi per il fatto è stato promosso con 9 in condotta

Oltre al danno, la beffa. Uno dei tre studenti sospesi lo scorso ottobre per aver sparato ad una professoressa con una pistola a pallini è stato promosso con 9 in condotta.

La vicenda risale all’11 ottobre, quando due alunni dell’istituto Viola Marchesini di Rovigo hanno colpito Maria Cristina Finatti con una raffica di pallini, uno dei quali ha raggiunto la testa della docente.

«Sono stata io la punita, fin da subito – ha raccontato la professoressa in un’intervista televisiva -, perché oltre a togliermi quella classe non so se me ne volevano togliere anche altre, probabilmente pensavano non fossi più idonea all’insegnamento. Non capisco la scelta della dirigenza, in quella scuola fanno una distinzione tra insegnanti di Serie A e Serie B“.

Quanto alla condotta, secondo la professoressa il voto è stato studiato: «non so cosa sia successo nel consiglio di classe perché mi hanno allontanato ma io li avrei affrontati questi ragazzi. Le scuse? Solo dopo la mia denuncia: sono arrivate davanti al vicepreside perché indotte, ma nessuno ha ammesso di aver commesso il fatto».

Sulla vicenda è intervenuto lo stesso ministro dell’Istruzione Valditara. Pur sottolineando che “le scuole sono autonome“, il ministro ha ribadito che “dare 9 in condotta a chi ha sparato è diseducativo” e annunciando che “gli ispettori sono stati mandati per capire se gli scrutini sono stati coerenti con i regolamenti interni“. A partire da questo caso estremo, “ci dovrà essere un ripensamento sul significato e sul ruolo, all’interno dell’intero anno scolastico, del voto di condotta“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO