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La ministra dovrà riferire in Parlamento: il Pd ha presentato un’interrogazione mentre le Lega resta tiepida

La conferenza dei capigruppo al Senato ha deciso che la ministra del turismo Daniela Santanchè dovrà riferire in Aula il 5 luglio alle 15 per chiarimenti su quanto mostrato dall’inchiesta di Report, da cui emergevano criticità sulla gestione delle sue due società Ki Group e Visibilia.

La Procura sta raccogliendo gli elementi per stabilire se sia stato commesso il reato di aggiotaggio e manipolazione del mercato e per capire se i prestiti chiesti dalle società di Santanchè siano stati utilizzati per pagare emolumenti e bonus ai vertici di Visibilia, per poi scaricare il costo del crollo del titolo in Borsa sui piccoli azionisti.

L’imprenditrice ed esponente di Fratelli d’Italia si scherma e nega ogni passo indietro: «dimettermi? Per cosa? Siate seri, andiamo dietro a Report?». Santanchè rivendica una maggioranza “più compatta”, anche se dalla Lega qualche perplessità emerge (ieri, 26 giugno, il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari ammoniva: «aspettiamo la ministra in aula»).

Più cauto Salvini che assicura di fidarsi più dei colleghi di Governo che non di trasmissioni secondo cui “io avrei dovuto rubare alcuni milioni di euro ed essere arrestato alcune decine di volte e poi è finito in nulla“.

Il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere a Santanchè di rendere conto dei presunti 2,7 milioni di debiti delle sue società nei confronti dello Stato.

Nel frattempo l’inchiesta prosegue anche nelle aule di giustizia: dopo l’estate sono previste le le udienze fallimentari delle società della ministra del Turismo, mentre la Procura di Milano continua a indagare sui prestiti obbligazionari offshore di Visibilia e sul suo rapporto con il fondo Negma.

La ministra non è indagata.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI