Tra gli interventi anche quello di Paolo Gentiloni
Nella giornata di ieri, lunedì 26 giugno, Sergio Mattarella, Capo dello Stato, ha accolto Felipe VI, re di Spagna e Marcelo Rebelo de Sousa, presidente della Repubblica portoghese.
I due sono arrivati a Palermo per partecipare al XVI Symposio Cotec Europa in corso al Teatro Massimo. Il tema centrale è l’innovazione nella finanza sostenibile. A fare da apripista il sindaco della città siciliana, Roberto Lagalla, a seguire la relazione del presidente dell’Assembla regionale siciliana Gaetano Galvagno e del governatore della Sicilia Renato Schifani.
Tra gli interventi anche quello del commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni e la presenza del il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
Mattarella, prima dell’evento, ha portato in visita gli ospiti alla Chiesa della Martorana, a palazzo Steri, alla cattedrale e alla tomba di Federico II.
Mattarella: “non arrendersi a deriva mondo diviso”
«Se la crescita dell’economia globale negli ultimi decenni ha riversato qualche stilla di risorse verso le aree meno fortunate, pandemia e rinnovate tensioni internazionali, a partire dalla guerra scatenata dalla Federazione Russa contro l’indipendenza dell’Ucraina, hanno provocato un rallentamento delle economie, con una contrazione delle capacità di spesa in tutti i Paesi e soprattutto in quelli a più basso reddito – ha detto il Capo dello Stato -. Le tensioni geopolitiche rischiano altresì di alimentare progressive fratture nei rapporti internazionali, tali da compromettere il contesto degli accordi raggiunti in sede globale nello stesso sistema delle Nazioni Unite. Con il rischio di riproporre la narrativa di un mondo diviso tra un club di Paesi agiati e arroccati nel loro egoismo, di Paesi protagonisti, come i Brics, di un impetuoso, talvolta contraddittorio, ciclo di sviluppo e, infine, di Paesi del sud abbandonati a un destino di povertà».
Mattarella è intervenuto anche per parlare della situazione climatica: «sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze del cambiamento climatico nella vita delle popolazioni sempre più frequenti e pervasive soprattutto nelle aree più fragili del mondo. Vale per le isole a rischio di sommersione nel Pacifico così come per la desertificazione in atto in tante aree. Non possiamo farci guidare soltanto dalle emergenze».
«L’impegno nella realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite richiama a un’azione ad ampio raggio, in grado di coinvolgere più attori possibili. L’impegno è quello della transizione verso un nuovo assetto, verso una crescita sostenibile, a confronto con la trasformazione climatica e con la sostenibilità sociale. Una transizione che riguarda anche i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo. Appare del tutto incongruo, infatti, che questi Paesi accettino di pagare il prezzo ambientale e sociale che ha pesato sui Paesi di più remota industrializzazione nel loro percorso di crescita, invece di inserirsi nel gruppo di testa che guida il cambiamento, evitando quei costi ambientali e sociali», ha proseguito.
«La Repubblica Italiana è chiamata a fare la sua parte, in occasione degli appuntamenti multilaterali dei prossimi mesi. Nel 2024, con la presidenza del G7, l’Italia avrà inoltre la possibilità di orientare l’agenda dei lavori verso un coordinamento con i Paesi partner con uno sguardo di lungo periodo. Sicurezza alimentare, clima, energia e investimenti in infrastrutture sostenibili saranno aree di interesse, con particolare riferimento al continente africano. È in gioco la prosperità dell’intero pianeta», ha concluso il Capo dello Stato.
Il discorso del Re di Spagna
«Desidero ringraziare i nostri ospiti italiani per la generosa accoglienza e in particolare il presidente Sergio Mattarella: in questa occasione infatti il foro Cotec si svolge proprio nella città che gli ha dato i natali, un luogo incredibilmente ospitale e di grande bellezza in cui io, come tutti noi penso, mi sento come a casa», ha detto il Re di Spagna Felipe VI nel suo discorso finale al XVI Symposio Cotec Europa.
L’intervento di Gentiloni al Symposio
«La pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina avrebbero potuto farci mettere in secondo piano la sfida della sostenibilità. Non è così. Anzi, in queste crisi abbiamo raddoppiato questo sforzo. L’Europa continuerà a guidare questa fase di transizione verso la neutralità climatica cercando di renderla giusta. Fa parte del nostro Dna. Abbiamo fissato obiettivi sempre più ambiziosi, orientando flussi di capitale verso gli investimenti verdi e sostenibili. E l’invasione russa ha accelerato questo processo. Si tratta di inaugurare la nuova stagione di un capitalismo moderno e responsabile», ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA / Paolo Giandotti