Tensioni nella notte a Nanterre, il poliziotto è in stato di fermo. Macron: “imperdonabile”
Seconda notte di tensione a Nanterre, alle porte di Parigi, e nei sobborghi della città.
Un agente di polizia ha sparato e ucciso un 17enne che era alla guida di un’automobile quando quest’ultimo, invece di sottoporsi ai controlli, è ripartito.
La Procura che indaga sul caso non ha ravvisato “condizioni legali per l’uso dell’arma da fuoco” da parte del poliziotto e ha quindi chiesto l’arresto dell’agente, che si trova ancora in stato di fermo.
I residenti hanno reagito scagliandosi contro la polizia: sono state erette barricate e appiccati incendi. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni.
Almeno 13 persone sono state fermate durante la prima ondata di proteste, ma a seguire i dimostranti hanno tirato fuochi d’artificio contro i blocchi e incendiato automobili. Scontri anche a Lille, nel nord, e a Tolosa nel sudovest. Disordini ad Amiens, Digione e altri centri. In tutto sono state arrestate 150 persone.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che si tratta di un atto “inspiegabile e imperdonabile” e che “nulla giustifica la morte di un giovane”. «In un contesto del genere, ci vuole affetto e rispetto per il giovane Naël e la sua famiglia».
Macron ha convocato l’Unità interministeriale di crisi a Beauveau. «Ingiustificabili gli attacchi alle istituzioni. Le prossime ore devono portare alla riflessione e al rispetto. La marcia bianca va fatta sotto questo segno. Le violenze e gli attacchi alle istituzioni dopo l’uccisione di un 17enne da parte di un agente di polizia non possono essere giustificati», ha precisato il presidente francese.
La marcia bianca in ricordo del ragazzo
A Nanterre si è svolta la “marcia bianca” per ricordare il 17enne ucciso. È un’iniziativa nata dalla madre del ragazzo sui social che ha coinvolto un migliaio di persone, tra familiari, amici e abitanti del quartiere.
Al corteo presenti alcuni membri del municipio di Nanterre, tutti con t-shirt rossa, che mantengono l’ordine e danno informazioni ai partecipanti, invitando tutti a restare calmi: «mostreremo loro che non siamo dei selvaggi», ha detto una delle organizzatrici al microfono.
Il vescovo, monsignor Matthieu Rougé, ha poi lanciato “un appello alla pacificazione in nome della fraternità tra le religioni”.
«Bisogna evitare ogni escalation – ha detto la premier Elisabeth Borne in una visita a Garges-les-Gonnesses, dove nella notte il municipio è stato dato alle fiamme -. L’esecutivo al momento non vuole fare scattare lo stato di emergenza, ma per la notte il ministro Darmanin ha annunciato il dispiegamento di 40mila agenti delle forze dell’ordine nei quartieri più “caldi” nel Paese, 5mila dei quali a Parigi, per combattere le rivolte effettuare arresti e ripristinare l’ordine repubblicano», ha detto il ministro.
di: Micaela FERRARO
Aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/YOAN VALAT