C’è l’accordo su Ucraina e sicurezza ma Polonia e Ungheria dicono “no” al patto per le migrazioni

Si è concluso il Consiglio Europeo di Bruxelles.

I leader non hanno trovato un accordo sui migranti perciò non ci sono state conclusioni sull’intesa.

Invece è stata resa nota una dichiarazione del presidente del Consiglio Ue Charles Michel, che ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di provare a mediare con i premier di Polonia e Ungheria per tentare di sbloccare l’impasse sul dossier migranti. Purtroppo, hanno aggiunto le stesse fonti, la mediazione è fallita.

Il resoconto di Meloni

La premier Giorgia Meloni si è detta soddisfatta del vertice appena concluso. Parlando con i cronisti in uscita dal Consiglio ha dichiarato di non essere stata delusa da Polonia e Ungheria perchè “difendono i propri confini” e ha aggiunto che “la svolta totale è sulla dimensione esterna, non interna, del problema migratorio”. «L’Italia ha avuto un ruolo da protagonista, e il lavoro che stiamo facendo con la Tunisia può diventare un modello per il Nord Africa».

Parlando di Pnrr e Mes ha detto: «la situazione non si aggrava, continuiamo a lavorare per la terza rata del Pnrr; mentre sul Mes è un tema che non mi viene posto, forse non c’è la stessa attenzione che c’è nel dibattito italiano».

Seconda giornata di lavori, tra Cina, migranti e situazione economica globale

Prima dell’inizio dei lavori, la premier italiana Giorgia Meloni ha partecipato a una colazione di lavoro sulla capacità di assorbimento di nuovi Stati Membri nell’Ue. Ai lavori partecipano i presidenti Meloni, Scholz, Macron, Sanchez, Morawiecki, Iohannis, Rutte, De Croo, Costa e Kristersson.

Da Meloni anche una battuta a margine mentre si sposta dall’hotel Amigò al vertice, dopo aver appreso del concerto dei Red Hot Chili Peppers in programma per questa sera al Festival Park Werchter nella campagna belga: “ma ci sono i RHCP e noi stiamo andando al Consiglio europeo?”.

Una volta sul posto, però, fine dell’ilarità: Meloni ha incontrato il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki e il premier ungherese Viktor Orban.

Il vertice è ripartito proprio dal tema dei migranti, dopo la delusione sul tema di ieri.

Nonostante la lunga discussione che si è protratta fino all’una e un quarto di notte, i 27 non sono riusciti ad arrivare a un’intesa sul tema, per via dell’opposizione di Polonia e Ungheria al Patto siglato dai ministri dell’Interno l’8 giugno scorso.

Le conclusioni del Consiglio Ue devono essere approvate per consenso perciò i due “no” hanno reso impossibile concludere il paragrafo.

Non solo migranti: la seconda giornata del Consiglio ha riguardato anche le relazioni fra i Ventisette e la Cina. Nelle conclusioni approvate alla fine del dibattito, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha ribadito che “l’Ue e la Cina hanno un interesse comune in una relazione stabile e costruttiva basata sulla reciprocità economica, riducendo al contempo le vulnerabilità. L’Ue promuoverà sempre i propri valori e interessi e continuerà a impegnarsi con la Cina per affrontare le sfide globali“. Pechino, dunque, continua ad essere un importante partner commerciale ed economico e l’Ue intende promuovere relazioni equilibrate, reciproche e reciprocamente vantaggiose.

Per quanto riguarda la situazione in Kosovo: “il Consiglio europeo condanna i recenti episodi di violenza nel nord del Kosovo e chiede un’immediata de-escalation della situazione, sulla base degli elementi chiave già delineati dall’Unione europea il 3 giugno 2023. Le parti dovrebbero creare le condizioni per elezioni anticipate in tutte e quattro le municipalità nel nord del Kosovo. Il mancato allentamento delle tensioni avrà conseguenze negative”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/Uff. stampa EU