leone marino

La fauna marina statunitense è più aggressiva rispetto al passato, secondo gli esperti la causa è il riscaldamento globale

Funzionari ed esperti di fauna selvatica si sono impegnati prima delle celebrazioni del 4 luglio ad avvertire la popolazione di stare alla larga dai leoni marini. Non da tutti, ma da quelli che mostrano un comportamento aggressivo verso gli esseri umani. Nelle acque degli States si stanno riscontrando comportamenti sempre più pericolosi degli animali e gli scienziati pensano siano provocati dall’inquinamento.

Il direttore esecutivo del Channel Islands Marine & Wildlife Institute, Sam Dover, ha spiegato che 7 leoni marini a causa di una malattia legata all’acido domoico (una neurotossina emessa dalle alghe) avevano morso 7 persone (tre bagnanti, due surfisti, un ragazzo a bordo di una canoa e un sub). Per questo nella contea di Orange sono stati posti cartelli (sulle spiagge di Salt Creek e Strands) per avvertire i bagnanti.

Da maggio sono centinaia i leoni marini che si sono ammalati o sono morti sulle spiagge californiane. Il legame con l’inquinamento è dato dal fatto che le alghe che producono l’acido domoico sono aumentate proprio a causa del riscaldamento climatico.

I problemi delle acque di New York, invece, sono dettati dagli squali. A Long Island infatti gli squali hanno iniziato ad avvicinarsi sempre di più alle spiagge. A Fire Island un 15enne è stato attaccato al piede sinistro mentre faceva surf e anche in Florida si registrano sempre più spesso scene di panico a causa degli squali.

Un altro pericolo si aggira anche nelle acque dolci. Tra Usa e Canada, nella zona dei Grandi Laghi, un parassita denominato “pesce vampiro” infesta le acque. Si tratta di lamprede di mare che attaccano altri pesci (specialmente trote e salmoni) mettendo a rischio il settore ittico.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY