giustizia

Sotto la lente anche l’imputazione coatta

Il Ministero della Giustizia si direbbe pronto a intervenire sull’avviso di garanzia. 

A confermarlo sono fonti di via Arenula, mostrando “ancora una volta, lo sconcerto e il disagio per l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato. La riforma proposta mira a eliminare questa anomalia tutelando l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva”.

Il ministero, in una nota, accusa anche l’istituto dell’imputazione coatta, precisando come questa, “nei confronti dell’On. Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi altro indagato, dimostri l’irrazionalità del nostro sistema. Nel processo che ne segue, infatti, l’accusa non farà altro che insistere nella richiesta di proscioglimento in coerenza con la richiesta di archiviazione. Laddove, al contrario, chiederà una condanna non farà altro che contraddire se stesso”.

“Nel processo accusatorio il pubblico ministero, che non è, né deve essere soggetto al potere esecutivo ed è assolutamente indipendente, è il monopolista dell’azione penale e quindi razionalmente non può essere smentito da un giudice sulla base di elementi cui l’accusatore stesso non crede. La grandissima parte delle imputazioni coatte si conclude, infatti, con assoluzioni dopo processi lunghi e dolorosi quanto inutili, con grande spreco di risorse umane ed economiche anche per le necessarie attività difensive. Per questo è necessaria una riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”. Si conclude così il comunicato.

Il caso Delmastro

Torna quindi alla Procura la parola sul caso Delmastro. Questa dovrà presentare una richiesta di rinvio a giudizio. I tempi potrebbero essere brevi e la richiesta dei pm potrebbe arrivare prima della pausa estiva. Il sottosegretario alla Giustizia è indagato per rivelazione del segreto d’ufficio.

La questione era partita dopo la denuncia del deputato Angelo Bonelli a seguito delle parole pronunciate in aula del deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, che aveva fatto riferimento a delle conversazioni tra Alfredo Cospito e agli altri due detenuti al 41 bis.

«Sono lieto che ci si renda conto delle problematiche della Giustizia penale anche se sarebbe meglio che questo accadesse non solo quando queste problematiche colpiscono la politica». Così Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione camere penali, in riferimento a quanto fatto trapelare dal ministero di Via Arenula sul caso Delmastro.

di: Alice GEMMA

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