Dopo l’entusiasmo iniziale, gli utilizzatori del bot di AI sono diminuiti del 9,7% mentre la società è già al lavoro su nuovi progetti
Il successo riscosso dopo il rilascio si sta affievolendo: vanno in questa direzione i dati del servizio di analisi Similarweb su ChatGpt. In un mese il gioiellino di OpenAI avrebbe visto i propri utenti calare del 9,7%, così come gli utenti unici del chatbot che diminuiscono del 5,7%.
Testimonia il calo di interesse anche il tempo medio trascorso dagli utenti su ChatGpt che registra un -8,5%.
Secondo la società di web analytics questi dati confermano che il bot di Intelligenza Artificiale si sta inquadrando come uno strumento per professionisti e sviluppatori, più che come un tool utile a tutto il pubblico.
Nel frattempo OpenAI sta già pensando al prossimo progetto: si tratta di AGI – Artificial General Intelligence, una tecnologia che promette di stravolgere il mondo della tecnologia e non solo, ancora più del suo predecessore ChatGpt.
Parallelamente la società sta dedicando molte risorse anche alla previsione e gestione dei rischi connessi alla cosiddetta AI “superintelligente”.
«La superintelligenza sembra lontana ma pensiamo che possa diventare realtà già in questo decennio con un potere enorme, che potrebbe a risolvere problemi globali ma potrebbe anche portare alla sottomissione dell’umanità o addirittura alla sua estinzione» spiegano da OpenAI che, a tale scopo, ha già creato un team per la gestione di questi rischi, destinando il 20% delle risorse totali al progetto.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/WU HAO
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