Ai bambini non è concesso annoiarsi, ma potrebbe non essere un bene

Anche la noia fa bene.

È quanto emerge da uno studio del New York Times che ha dimostrato come, indipendentemente dall’istruzione o dal reddito, i genitori hanno la tendenza a iscrivere ad attività extrascolastiche i bambini per impedirgli di aver “tempo di annoiarsi” perché la noia non è contemplata. Eppure, il NYT ha rilanciato l’idea che la noia è “normale, naturale e salutare”.

Lo spiega la professoressa di Psicologia dell’università della Florida Erin Westgate, che dice: «proteggere i bambini dal sentirsi annoiati è sbagliato come proteggerli dal sentirsi tristi, frustrati o arrabbiati. A piccole dosi, la noia può offrire una preziosa opportunità di apprendimento, stimolando la creatività e la risoluzione dei problemi, motivando i bambini a cercare attività per loro più significative».

La noia può essere un segnale importante: vuol dire che quello che si sta facendo in quel momento non funziona, non è stimolante, può essere troppo facile o troppo difficile o non avere senso. La noia può dunque portare alla realizzazione personale, e offre al bambino l’opportunità di sperimentare tipi variegati di attività. È, in buona sostanza, “tempo libero per fare scoperte”.

«È perfettamente chiaro e ha anche senso che i bambini chiedano strumenti elettronici come smartphone, tablet, tv, playstation o altro ancora, quando si sentono annoiati, ma questo non significa affatto che soddisfare il loro desiderio sia la soluzione migliore per loro in quella situazione», conclude Westgate.

di: Micaela FERRARO

FOTO: PIXABAY