Anche i restanti 12 cadaveri sono stati recuperati dai soccorritori: iniziano le operazioni di identificazione

I corpi di tutte le 22 vittime dello schianto aereo avvenuto sulle montagne dell’Himalaya, in Nepal, sono stati ritrovati.

A renderlo noto è il portavoce dell’Autorità per l’aviazione civile, Deo Chandra Lal Karn: «ora tutti i corpi sono stati trovati». 10 di questi sono stati trasferiti ieri in elicottero nella capitale Kathmandu per procedere con l’identificazione. I restanti 12, invece, sono stati recuperati in queste ore dai soccorritori dopo uno stop dovuto al maltempo.

All’operazione hanno partecipato circa 60 persone tra esercito, polizia, guide alpine e gente del posto.

A bordo c’erano 19 passeggeri, tra cui quattro indiani e due tedeschi, e tre membri dell’equipaggio. Tra i passeggeri nepalesi c’era un ingegnere informatico con sua moglie e le loro due figlie, appena tornati dagli Stati Uniti. Gli indiani, invece, erano una coppia divorziata insieme ai figli di 15 e 22 anni, in vacanza insieme per 10 giorni su ordine del tribunale.

L’aereo Twin Otter, operato dalla compagnia aerea nepalese Tara Air, era decollato domenica mattina da Pokhara, nel Nepal occidentale, per raggiungere Jomsom, una popolare destinazione per il trekking. Il velivolo, tuttavia, aveva perso i contatti con il controllo del traffico aereo per essere ritrovato il giorno dopo sul fianco di una montagna a circa 4.420 metri di altitudine.

Il portavoce dell’aeroporto di Pokhara, Dev Raj Subedi, ha escluso che l’aereo abbia preso fuoco in volo.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ARMED POLICE FORCE NEPAL