Il presidente egiziano Al Sisi ha concesso la grazia. Khaled Ali: “Zaki uscirà dal commissariato la mattina del 20 luglio alle 8”

Il presidente dell’Egitto Abdel Fatah al-Sisi ha graziato Patrick Zaki. Lo hanno riferito le autorità egiziane.

«(Il) Presidente Abdel Fattah al-Sisi (…) usa i suoi poteri costituzionali ed emette un decreto presidenziale che concede la grazia a un gruppo di persone contro le quali sono state pronunciate sentenze giudiziarie, tra cui Patrick Zaki e Mohamed El-Baqer, in risposta all’appello del Consiglio dei segretari del Dialogo Nazionale e delle forze politiche» ha scritto su Facebook Mohamad Abdelaziz, parte del Comitato per la grazia presidenziale egiziano.

Contattato dall’ANSA, il legale e attivista politico, candidato alle presidenziali egiziane nel 2018  Khaled Ali ha riferito che Zaki verrà rilasciato nella mattina del 20 luglio alle 9, ora locale egiziana (le 8 in Italia).  «La Gazzetta ufficiale ha appena pubblicato la notizia della liberazione di Patrick George Zaki e Mohamed el Baqer, che saranno rilasciati domani alle 9 del mattino» ha dichiarato Ali, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato il decreto in cui compaiono i loro nomi insieme a quelli di altre due persone.

Stando a quanto riferito la madre e lo zio si sono recati alla stazione di polizia di Nuova Mansura per attendere la liberazione. «Se Dio vuole, sarà a casa già oggi» ha dichiarato uno degli avvocati del ricercatore egiziano, Samweil Tharwat. La conferma è poi arrivata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha annunciato che il ricercatore arriverà in Italia domani, giovedì 20 luglio. Appena liberato Zaki ha abbracciato la madre, la compagna, la sorella e infine il padre.

Fonti dell’esecutivo italiano, citate da RaiNews, hanno riferito che la grazia è stata frutto di una “lunga e costante trattativa” tra i governi dei due Paesi, soprattutto tra la premier Meloni, il ministro degli Esteri Tajani, che ha svolto diverse missioni in Egitto nei mesi scori, e l’Aise, agenzia di intelligenche che si ocucpa dell’estero.

Martedì 18 luglio il ricercatore era stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” dopo aver scritto un articolo nel 2019 sulle discriminazioni subìte dai copti egiziani. Zaki ha già scontato 22 mesi di detenzione: in base alla sentenza avrebbe, quindi, dovuto scontare altri 14 mesi.

Nelle scorse ore Tariq Al-Awadi, attivista per i diritti umani e membro del Comitato presidenziale per la grazia, aveva scritto su Facebook di aver “ricevuto segnali positivi dallo Stato” in merito alla richiesta formale della grazia.

Lo scorso 5 luglio Zaki si era laureato con 110 e lode all’Università di Bologna.

Meloni: “giovedì 20 luglio sarà in Italia”

«Voglio ringraziare Al Sisi per questo gesto molto importante, è sempre stato disponibile e attento fin dal primo incontro – ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, che ha annunciato l’arrivo in Italia di Zaki per giovedì 20 luglio – Gli auguro una vita serena. Grazie anche a intelligence e diplomatici, non abbiamo mai smesso di lavorare su questa questione».

Tajani: “da Roma contributo decisivo”

«Grazie alla politica estera del governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare il ricercatore egiziano Patrick Zaki, a cui oggi il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al Sisi, ha concesso la grazia. Risultati concreti attraverso il lavoro e una credibilità internazionale» ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

Crosetto: “risultato del lavoro di Meloni, di Tajani e della diplomazia italiana”

«Una grande vittoria del lavoro, della serietà, dell’impegno fatto non con dichiarazioni ma con lavoro quotidiano. Un risultato portato a casa in primis dal lavoro silenzioso del presidente Meloni, del ministro Tajani, di tutta la diplomazia italiana, del nostro ambasciatore» ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Sindaco di Bologna: “grande gioia”

«È una grande gioia per Bologna, spero significhi abbracciarlo presto e riaverlo in città – ha dichiarato il sindaco di Bologna Matteo lepore – Bisogna ringraziare anche tutti gli attivisti che si sono spesi per Patrick Zaki, Amnesty, il rettore, la professoressa Rita Monticelli, i governi che si sono succeduti e anche l’ultimo governo, che ha dialogato con l’Egitto. Per ora mi fermo qui, attendiamo altre notizie e speriamo che Patrick possa lasciare il Paese per averlo qui, è una grande gioia per Bologna, lo voglio ripetere».

Amnesty: “giorno di felicità”

«Se ieri era un giorno catastrofico oggi è un giorno di felicità – ha dichiarato il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury – È importante che Patrick torni a essere libero. Auspichiamo, se questo provvedimento non lo contempla, anche che sia abolito il divieto di viaggio. E questa piazza che si sta riempiendo al Pantheon, se un’ora fa era preoccupata, ora è una piazza felice».

Plauso anche da Washington

«Accogliamo con favore la grazia egiziana dei difensori dei diritti umani Patrick Zaki e Mohamed El-Baqer, entrambi ingiustamente detenuti per aver esercitato le libertà fondamentali – afferma il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Matthew Miller. – Esortiamo l’Egitto a rilasciare tutti i prigionieri politici ingiustamente detenuti», aggiunge assicurando che “i progressi in materia di diritti umani rafforzeranno le nostre relazioni bilaterali“.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FACEBOOK/RENY ISKANDER