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L’opposizione lascia la Knesset. Proteste nel Paese, 7 feriti e 40 arresti

È stata approvata in Israele la controversa riforma della Giustizia, che ha spaccato in due il Paese.

Approvata con 64 voti a favore su 120, la nuova norma limita alcuni poteri della magistratura, compresi quelli della Corte suprema che fino a oggi poteva contestare le decisioni adottate dal Parlamento.

Il voto è arrivato dopo quasi 30 ore di dibattito in Aula, iniziato nella mattina di domenica. Al seguito del voto i deputati di opposizione hanno lasciato la Knesset in segno di protesta.

Le proteste

Il Paese è nel caos. Tante le persone che hanno manifestato contro l’approvazione. I dimostranti hanno bloccato l’autostrada Ayalon, a Tel Aviv. Nei pressi di Kfar Saba, nella parte centrale del Paese, un’auto ha investito deliberatamente i manifestanti sulla strada 531. Non è chiaro il bilancio dei feriti: il Jerusalem Post riferisce di tre persone ferite, Ynet News di quattro feriti lievi.

I media parlano di 40 arresti in tutto il Paese nel corso della giornata di proteste, di cui 15 solo a Tel Aviv. Almeno quattro agenti sarebbero rimasti feriti, oltre i manifestanti.

Netanyahu: “una nuova norma non è la fine della democrazia”

«La norma approvata non è affatto la fine della democrazia, bensì la realizzazione del volere dell’elettorato e dunque l’essenza stessa della democrazia» ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyhau, che apre “un dialogo con l’opposizione già nei prossimi giorni”. «Noi abbiamo operato un aggiustamento moderato per riportare l’equilibrio fra i poteri – ha proseguito – Entro la fine di novembre é possibile raggiungere intese (con l’opposizione)». Il premier ha, poi, aggiunto che la situazione “non giustifica” le proteste e “lo sconvolgimento del Paese”.

Casa Bianca: “in democrazia riforme devono avere ampio consenso”

«Come amico di lunga data di Israele il presidente Biden ha pubblicamente e privatamente espresso la sua opinione che i grandi cambiamenti in una democrazia, per essere duraturi, devono avere il più ampio consenso possibile» Lo ha dichiarato in una nota Karine Jean-Pierre, portavoce della Casa Bianca.

«È un peccato che il voto di oggi si sia svolto con la maggioranza più esigua possibile – prosegue la nota – Comprendiamo che i colloqui sono in corso e probabilmente continueranno nelle prossime settimane e mesi per forgiare un compromesso più ampio anche con la Knesset in pausa. Gli Stati Uniti continueranno a sostenere gli sforzi del presidente Herzog e di altri leader israeliani che cercano di costruire un consenso più ampio attraverso il dialogo politico».

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: EPA/ABIR SULTAN