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Occhiuto: in Calabria 80% degli incendi è di origine dolosa

Il ministro Musumeci ha annunciato che martedì prossimo, il primo agosto, sarà “in Aula per riferire sulle calamità che hanno interessato la nostra nazione da Nord a Sud dal 19 luglio in avanti e che in certe aree ancora perdurano. Faremo un’analisi di ciò che è avvenuto, gli interventi coordinati dal governo e soprattutto le proposte che abbiamo il dovere di avanzare per far fronte ad una condizione che diventa sempre più insostenibile

Prosegue Musumeci: «non ho avuto il piacere di seguire il dibattito ma sono certo che le tematiche sono uguali a quelle che più volte abbiamo affrontato in quest’Aula e che temo saremo costretti ad affrontare in futuro, se non avremo tutti il coraggio di mettere da parte i pregiudizi e di sederci attorno a un tavolo per capire cosa realmente si può fare senza valutare quello che poteva essere fatto e non è stato fatto. Esercizio facile ma che rischia di compromettere l’indispensabile clima di serenità nel quale tutti abbiamo il dovere di lavorare. Martedì parleremo anche della drammatica realtà della Regione Siciliana e di quello che negli ultimi 10 anni i governi regionali hanno saputo o non saputo fare».

Intanto la situazione nella Penisola continua a essere complicata. In Calabria, secondo quanto riportato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto l’80% dei roghi sarebbe opera di piromani. «L’anno scorso in Calabria abbiamo beccato 22 piromani e anche quest’anno ne stiamo trovando diversi. Nella scorsa stagione abbiamo messo in campo 5 droni, quest’anno 30. La Regione è dotata di una centrale operativa nella quale c’è personale specializzato che guida i droni e interviene laddove ci sono comportamenti sospetti di persone – ha dichiarato. – Devo dire che per l’esperienza maturata almeno l’80% di questi incendi è di natura dolosa, abbiamo tantissime immagini che lo dimostrano. Talvolta questi piromani non se ne accorgono, ma noi riusciamo a fotografare le targhe dei loro mezzi, facciamo la visura e poi consegniamo il materiale e la documentazione ai carabinieri. Questo sistema costa molto poco, immaginiamo invece quanto costa bruciare il capitale naturale in Regioni bellissime come la Calabria o la Sicilia. Si tratta di un investimento che richiede pochissime risorse e serve a salvaguardare il patrimonio boschivo che altrimenti in una Regione come la mia, straordinaria per le montagne che ha, sarebbe completamente dilapidato».

Prosegue Occhiuto: «io credo molto nella deterrenza, ho pubblicato sui social il video di quest’ultimo piromane beccato anche perché l’anno scorso ho notato che dopo aver fatto circolare questi filmati di persone che appiccano il fuoco, gli incendi avevano una drastica diminuzione. Anche ieri, dopo aver postato quest’ultimo video, abbiamo registrato una tendenza opposta rispetto al giorno precedente con un calo del 50% degli incendi. Molte volte si tratta di comportamenti colposi. Abbiamo immagini, ad esempio, di agricoltori che nel tentativo di ripulire le erbacce provocano maldestramente incendi, ma ci sono anche immagini di squadre di piromani organizzate. Siamo in possesso di materiale in cui si vedono delle auto da cui scendono quattro o cinque persone che vanno ad appiccare il fuoco, persone che conoscono come funziona l’alimentazione delle fiamme attraverso i venti, innescando le fiamme in determinate direzioni».

Intanto in Abruzzo è stato domato l’incendio sul Morrone, mentre a Milano gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 609 gli interventi compiuti da lunedì mattina.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI