La convenzione è stata firmata dalla Città Salute e della Scienza e il Movimento per la Vita all’ospedale Sant’Anna. Contrarie le opposizioni e attivisti
A Torino la Città della Salute e della Scienza e il Movimento per la vita, associazione cattolica di ispirazione antiabortista, hanno firmato una convenzione per istituire una “stanza dedicata all’accoglienza e all’ascolto” delle persone che intendono abortire all’ospedale Sant’Anna del capoluogo piemontese. La convenzione è stata sostenuta dall’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia).
L’obiettivo, riporta SkyTg24, sarebbe quello di “fornire supporto e ascolto a donne gestanti che ne abbiano necessità, nell’ambito di un più generale percorso di sostegno durante e dopo la gravidanza alle donne che vivono il momento con difficoltà e che potrebbero quindi prendere in considerazione la scelta dell’interruzione di gravidanza o che addirittura si sentono costrette a ricorrervi per mancanza di aiuti”.
Un gruppo di volontari e volontarie dell’associazione Movimento per la vita, spiega Il Post, dovrebbero ricevere su appuntamento le persone che intendono interrompere la gravidanza all’interno di una stanza della struttura. Chi vuole abortire può rivolgersi al personale sanitario o contattare direttamente i volontari.
L’iniziativa ha suscitato molte polemiche. Attiviste e attivisti, esponenti politici, sindacati e associazioni favorevoli alla libertà di scelta sulla salute riproduttiva hanno contestato l’istituzione della “stanza”.
La vicepresidente del Pd Chiara Gribaudo l’ha definita “l’ennesimo attacco a un diritto: quello delle donne di scegliere in piena libertà. La destra usa la sanità pubblica, dopo averla abbandonata, per la propria propaganda”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/TINO ROMANO