Il narcotrafficanti negli anni ’80 introdusse nel Paese cinque ippopotami, adesso sono oltre il centinaio
Il governo colombiano da tempo sta cercando di arginare il problema legato agli ippopotami introdotti nel Paese da Pablo Escobar.
Nel 1981 il narcotrafficante decise di volere con sé alcuni dei mammiferi africani e ne introdusse cinque nel Paese, gli ippopotami si sono adattati e riprodotti e adesso si stima siano 181 gli esemplari in Colombia. Di questi 85 verranno inviati all’estero, 60 andranno in India, 15 nelle Filippine e 10 in Messico mentre per gli altri animali sono previste sterilizzazioni e soppressioni tramite eutanasia.
Secondo gli esperti se non viene messo un freno alla riproduzione di questi mammiferi (che al momento si stiamo siano adulti il 28%, 35% quasi adulti e 37% cuccioli e giovani) entro il 2035 si potrebbe raggiungere il migliaio di esemplari.
Susana Muhamad, la ministra dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile, ha spiegato: «abbiamo l’obbligo di assicurarci che, quando la Colombia consegnerà questi ippopotami, chi li riceve abbia le condizioni legali per garantire la loro vita senza creare un problema ambientale in un altro Paese», gli animali infatti saranno trattati secondo i criteri della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (Cites) ha aggiunto la ministra che ha spiegato inoltre che il piano prevede la sterilizzazione di 20 ippopotami nei prossimi 6 mesi e di 40 all’anno dal 2024. Per una sola sterilizzazione, però, il costo è altissimo: 40 milioni di pesos (oltre 2 milioni di euro), quindi saranno necessari anche fondi significativi. Muhamad ha ricordato che li ippopotami “sono una specie invasiva” che mette a rischio diverse altre specie e oltre a mettere a rischio altre specie animali, deviano il corso dei fiumi, rodono gli argini e modificano la composizione delle acque. Motivazioni che fanno propendere il governo alla soppressione degli animali, in modo da proteggere l’ecosistema colombiano.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY