Il presidente siriano ha definito “terroristi” tutti coloro che non supportano il suo governo
Il presidente della Siria Bashar-al-Assad ha dichiarato che il maggiore ostacolo al rientro di milioni di profughi siriani è la presenza di infrastrutture distrutte durante la guerra civile che imperversa nel paese da 12 anni.
Rispondendo a una domanda di Sky News Arabia su quale sia la sfida più grande per il ritorno dei rifugiati, Assad ha dichairato: «Logisticamente, infrastrutture che i terroristi hanno distrutto».
Assad ha poi affermato di aver “avviato un dialogo generale” con gli organismi umanitari dell’Onu“su progetti di ritorno” e finanziamenti. Il presidente siriano ha, poi, definito “terroristi” tutti coloro che si oppongono al suo governo.
Dal suo inizio nel 2011 il conflitto siriano ha causato 500mila vittime e milioni di sfollati. Secondo le Nazioni Unite Giordania, Libano, Egitto, Turchia e Iraq ospitano almeno 5,5 milioni di rifugiati. Dato che, però, i Paesi hanno aumentato le richieste di ritorno dei rifugiato, le associazioni per i diritti umani hanno lanciato un monito contro i rimpatri forzati espresso timori per la sicurezza, riferendo che alcune persone rimpatriate hanno subìto persecuzioni o arresti. Accuse, però, negate da Assad.
A maggio la Siria è stata riammessa nella Lega Araba, dopo oltre 10 anni di isolamento. I Paesi della Regione stanno cercando la collaborazione di Damasco anche su questioni come la lotta al traffico di stupefacenti.
«Quando c’è la guerra e lo stato è indebolito (il traffico di droga aumenta) questo è normale – ha dichiarato Assad – I Paesi che hanno contribuito a creare il caos in Siria ne hanno la responsabilità, non lo Stato siriano».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/EMIRATES NEWS AGENCY