La scrittrice, 51 anni, aveva un carcinoma renale al quarto stadio. Il funerale sabato 12 agosto nella Chiesa degli Artisti a Roma
È scomparsa a 51 anni la scrittrice Michela Murgia. Aveva un carcinoma renale al quarto stadio. Era stata lei stessa ad annunciare la malattia in un’intervista a Il Corriere della Sera. Il funerale si tiene alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti, alle 15.30 di sabato 12 agosto.
Il racconto della malattia è il soggetto del suo ultimo libro, Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi, uscito per Mondadori nel 2023.
Il funerale
I funerali si sono tenuti nella Chiesa degli Artisti di Roma, in una piazza gremita di gente: un lunghissimo, interminabile applauso ha accompagnato l’uscita della bara, portata dalla famiglia e da Roberto Saviano; si sono alzati in aria pugni chiusi e dalla folla si è alzato un coro di “Bella Ciao”, per un ultimo saluto alla scrittrice. All’uscita anche Concita De Gregorio, Marco Damilano, Chiara Valerio, Elly Schlein, Sandro Veronesi, Paolo Virzì, Lella Costa, Chiara Tagliaferri, Roberto Saviano, Nicola Fratoianni.
Cordoglio nazionale
L’ha salutata con questa foto su Instagram Lorenzo Terenzi, l’attore, regista, autore e anche musicista, conosciuto nel 2017 durante uno spettacolo teatrale in cui Michela Murgia era protagonista. I due si sono sposati in articulo mortis, ma il loro matrimonio è stato un atto politico, per avere quelle tutele che “la legge non garantisce” in altro modo. Le nozze sono state suggellate da una festa queer.
Grande il cordoglio del mondo culturale e istituzionale.
“Voglio esprimere sincere condoglianze alla famiglia e agli amici. Era una donna che combatteva per difendere le sue idee, seppur notoriamente diverse dalle mie, e di questo ho grande rispetto“, twitta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Ciao Michela. Fai buon viaggio e grazie per quello che ci hai insegnato sulla vita, sulla malattia e sulla morte. Sei stata per tutti noi e per tanti malati oncologici un esempio coraggioso di come prepararsi a lasciare questo mondo e di cosa significa essere liberi fino alla fine”, è il saluto della vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.
“Non è necessario condividere le idee di Michela Murgia per considerarla una donna coraggiosa, appassionata, coerente oltre che un’autrice originale e di grande talento. La sua scomparsa, anche se purtroppo annunciata, mi colpisce profondamente“, scrive Marina Berlusconi, presidente del Gruppo Mondadori con il quale la scrittrice sarda ha pubblicato le sue opere.
“Michela Murgia ci ha lasciato. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato presto, perché lei stessa ci aveva informato del suo stato di salute, senza nascondere niente. Ciò nonostante, sentiamo già un grande vuoto perché Michela Murgia è stata una donna unica nel panorama italiano: una scrittrice, un’intellettuale, un’artista, una voce libera, una femminista con un occhio dissacrante verso le convenzioni e le ipocrisie. Una persona interessante che amava le provocazioni e la sfida a viso aperto. Ha vissuto a modo proprio, Michela, con la sua famiglia queer, circondata da affetto. Con le scelte radicali della sua vita e anche con la sua morte, ha dimostrato intelligenza e impegno politico. Di questo e di molto altro le saremo sempre grati”, ha scritto Laura Boldrini.
L’affetto per Michela Murgia rimbalza sui social dove si moltiplicano i messaggi di cordoglio. “Ma l’amor mio non muore”, scrive Roberto Saviano.
“Perdiamo una voce potente nel dibattito pubblico, creativa nella scrittura e una persona libera e coraggiosa. Riposa in pace Michela Murgia”, scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda.
“Le persone come Michela Murgia sono corrosive. Perché, appunto, corrodono, intaccano i poteri, non ne sono comode stampelle. Indicano una direzione, un cammino da intraprendere. Raccontano di diritti e di libertà”, dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.
“Non so come faremo a stare senza di te. Ci hai insegnato come vivere e anche come morire”, scrive Luciana Littizzetto.
“Quel tuo ultimo sorriso, donna luminosa, lo porterò sempre con me”, dice Geppi Cucciari.
La vita e le opere
Nata nel 1972 a Cabras, in Sardegna, prima di dedicarsi alla scrittura Murgia aveva svolto diversi mestieri, come l’insegnante di religione nelle scuole, la dirigente di una centrale termoelettrica e la portiera notturna. Nel suo primo libro Il mondo deve sapere (2006), originariamente pubblicato sotto forma di blog, l’autrice aveva raccontato in chiave satirica la vita degli operatori di un call center della multinazionale Kirby Company. Tra gli altri romanzi di successo Accabadora (2009) e L’incontro, uscito nel 2011 in allegato a Il Corriere della Sera.
Drammaturga, scrisse le produzioni teatrali Istruzioni per diventare fascisti e il monologo Dove sono le donne.
Si dedicò anche alla politica e all’attivismo. Nel 2014 si era candidata alla presidenza della Regione Sardegna, arrivando terza con il 10% delle preferenze, non ottenendo il seggio in Consiglio regionale. Tante le battaglie femministe portate avanti anche sui social.
di: Francesca LASI
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/JESSICA PASQUALON