L’ex presidente non è stato ancora formalmente accusato ma la Procura di Atlanta comincia a presentare prove al gran giurì

Non solo i documenti top-secret conservati e l’assalto a Capitol Hill: Donald Trump deve rispondere davanti ai giudici anche di aver esercitato pressioni sul voto in Georgia nel 2020.

Dopo aver indagato per due anni e mezzo, la Procura di Atlanta ha iniziato oggi a presentare le prove raccolte davanti al gran giurì chiamato ad esprimersi. Proprio il 14 agosto è stata sentita anche l’ex senatrice democratica Jen Jordan, citata a testimoniare, così come l’ex deputato democratico Bee Nguyen e l’alto funzionario Gabriel Sterling.

Fra le accuse, prima pubblicate dal tribunale di Fulton e poi cancellate, ci sono anche la violazione della legge statale sul racket, la sollecitazione di violazione di un giuramento d’ufficio, la cospirazione (per impersonare un pubblico ufficiale e commettere vari falsi), dichiarazioni e attestazioni scritte false. Si tratta comunque di accuse non ancora ufficialmente contestate a Trump.

Sarebbe stato chiamato a testimoniare anche l’ex vice governatore repubblicano della Georgia Geoff Duncan che però, secondo il tycoon, “farebbe meglio a non deporre“, come scrive sul suo social Truth.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ERIK S. LESSER