Gli Stati Uniti non stanno a guardare e lavorano all’accordo sui droni

Sono sempre più stretti i rapporti fra Mosca e Teheran. A suggellare un nuovo patto l’ultimo colloquio fra Putin e il presidente della Repubblica islamica Raisi. Il Cremlino ha spiegato che la cooperazione bilaterale fiorisce in vari campi, confermando di voler “sviluppare ulteriormente i legami bilaterali nei settori del commercio, dell’energia, dei trasporti, della logistica e dell’ambiente“.

Sul piatto non c’è solo la guerra in Ucraina, anche se le armi sono una fetta importante dei rapporti fra le due potenze. Parliamo ad esempio dei droni di fabbricazione iraniana utilizzati da Mosca nel conflitto ucraino.

Un nodo sul quale Washington sta premendo per trasformarlo in un nervo scoperto delle relazioni fra Iran e Russia. Da tempo infatti gli Stati Uniti aprono a richieste e concessioni di Teheran, con lo scopo dichiarato di far sospendere la vendita di droni a Mosca.

La strategia di deterrenza statunitense potrebbe funzionare, anche se Blinken smentisce ogni tipo di pressione indiretta, precisando che “il trasferimento dei nostri detenuti fuori dal carcere e dalla detenzione domiciliare non è legato a nessun altro aspetto della nostra politica iraniana“, per citare lo scarceramento di alcuni detenuti iraniani.

Il tempo scadrà ad ottobre, quando le clausole dell’accordo nucleare siglato da Teheran volgeranno al loro termine temporale.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ALEXANDR DEMYANCHUK/SPUTNIK/KREMLIN