Il nuovo esecutivo rappresenterebbe un capovolgimento della volontà popolare riformista espressa alle urne
Oggi, 21 agosto, i Puea Thai, partito arrivato secondo alle elezioni thailandesi dello scorso maggio, ha comunicato una coalizione di governo di 12 partiti comprendente personalità chiave del governo uscente.
Il nuovo esecutivo rappresenterebbe un capovolgimento della volontà popolare riformista espressa alle urne. La coalizione comprende il Palang Pracharat, movimento che gira attorno all’ex generale Prawit Wongsuwan, e anche il United Thai Nation Party, creato ad hoc attorno al capo di governo uscente Prayuth Chan-ocha.
Il Bhumjaithai, risulterà il secondo movimento con più seggi interni alla coalizione. Il partito progressista Move Forward, finirà invece all’opposizione.
La nuova coalizione controllerà 314 seggi su 500 alla Camera e dovrebbe consentire a Srettha Thavisin, di arrivare ad un numero di voti del Senato per arrivare a quota 376, il limite necessario per eleggere il premier nella votazione a Camere riunite.
Il Senato è ritenuto fedele in particolare a Prawit, grande manovratore dell’establishment conservatore-monarchico dietro le quinte. In luglio, il Senato ha votato contro la candidatura a premier di Pita Limjaroenrat, leader del Move Forward. La coalizione del Puea Thai con il blocco di potere che lo ha osteggiato per due decenni ha prodotto uno scisma all’interno del partito, con diversi importanti esponenti che hanno dichiarato le dimissioni, e numerosi attivisti che hanno comunicato il loro disappunto sui social media.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/RUNGROJ YONGRIT