Le forze di Haftar annunciano le prossime mosse
La ministra degli Esteri libica ha incontrato il suo omologo israeliano per un bilaterale che ha fatto esplodere la protesta ad Al Zawiya: i cittadini hanno mostrato tutto il loro rancore per il riavvicinamento diplomatico tra Tripoli e Israele: da molti è ritenuto come “normalizzazione di un nemico”. Proteste si sono tenute anche a Tripoli, Misurata, Yefren e Zlitan con pneumatici e bandiere israeliane dati alle fiamme e blocchi stradali.
Non è l’unica che ha scontentato chi vede in Israele una minaccia, negli ultimi giorni: il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah ha sospeso la ministra degli Esteri Najla Mangoush dopo il suo incontro a Roma con il capo della diplomazia israeliana Eli Cohen, come riporta AdnKronos.
Nuove operazioni di sicurezza
Le forze di Haftar hanno annunciato una nuova operazione di sicurezza nel sud della Libia tramite un post sulla pagina ufficiale Facebook: “le unità dell’Esercito nazionale libico, (guidato dal generale dell’Est Khalifa Haftar), hanno lanciato un’operazione militare ampia e precisa nell’area del confine meridionale per proteggere i confini dello Stato, le sue capacità e la sicurezza dei suoi cittadini, e come parte della continua estensione del suo controllo e della sua influenza su tutto il territorio libico“.
Il post è firmato dal portavoce di Haftar Ahmed Al Mismari, che precisa che l’operazione interviene “in considerazione delle vaste tensioni politiche e di sicurezza che la nostra regione e la regione dei paesi dell’Africa subsahariana e del Sahel attraversano negli ultimi mesi, che hanno contribuito alla fragilità della situazione di questi paesi e alla debolezza delle loro capacità controllare i propri confini terrestri, il che ha chiaramente aiutato cellule di gruppi e gruppi criminali a spostarsi”. Il post conclude che “le Forze Armate non permetteranno che la Libia sia un (punto di partenza) per gruppi o formazioni armate che rappresentano una minaccia per i nostri vicini o un trampolino di lancio per azioni illegali, confermando con forza il principio di non ingerenza negli affari interni di rapporti amichevoli e fraterni e i paesi vicini e i loro problemi politici”.
di: Micaela FERRARO
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