La sostanza viene utilizzata per produrre contenitori alimentari, bottiglie e tubi dell’acqua potabile. Nel 2021 l’Efsa ne stabiliva il limite a 0,04 nanogrammi per chilo

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea) lancia un nuovo allarme su un “potenziale rischio per la salute di milioni di persone“: il bisfenolo A, sostanza chimica utilizzata per la produzione di contenitori alimentari, bottiglie e tubi dell’acqua potabile.

Le preoccupazioni dell’Aea sono avallate dall’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) che classifica il bisfenolo A come sostanza tossica per la riproduzione e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che nel 2021 ne ha abbassato la dose giornaliera tollerabile da quattro nanogrammi per chilo di peso corporeo a 0,04 nanogrammi per chilo.

Secondo uno studio di Aea che parte proprio dal limite imposto da Efsa (ma criticato dall’Agenzia Ue per i medicinali), infatti, la sostanza sarebbe presente “ben al di sopra dei livelli accettabili di sicurezza sanitaria“. Negli 11 Paesi europei presi in considerazione il 100% del campione era esposto al bisfenolo al di sopra delle soglie di sicurezza per la salute.

Sostituire il bisfenolo A, intanto, si è rivelato non facile: in alcuni prodotti, infatti, i sostituti si sono rivelati nocivi e Aea chiede che la Commissione Ue porti avanti un nuovo regolamento per esaminare la sicurezza delle diverse sostanze per gruppi (richiesta pare osteggiata dall’industria).

Un esempio su tutti è quello degli Pfas, composti perfluoroalchilici molto utilizzati e noti come “forever chemicals” perché si accumulano nell’ambiente senza degradarsi. Uno dei responsabili dello studio di Aea dichiara a tal proposito che “molto ci dirà il caso degli Pfas. Echa sta esaminando proprio una proposta di restrizione per gruppo. Un caso che potrebbe finire alla Corte Ue di giustizia e attraverso il quale capiremo se l’attuale legislazione consente di agire sul gruppo di sostanze o serve un nuovo regolamento“.

di: Alessia MALCAUS

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