Le istituzioni salutano il presidente emerito nell’Aula di Montecitorio
Questa mattina alle 11:30 avranno inizio i funerali del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il feretro sarà accolto alla Camera dove sono presenti la bandiera dell’Italia e quella dell’Europa. Oggi, 26 settembre, è stato proclamato il lutto nazionale.
I funerali laici di Stati hanno luogo nell’Aula di Montecitorio. A rendergli omaggio presenti anche il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente federale tedesco, Frank-Walter Steinmeier. Dall’estero presenti anche i reggenti di San Marino, la duchessa di Edimburgo Sophie Rhys Jones e il presidente albanese Bajram Begaj oltre al nuovo ambasciatore americano Jack Markell. Arrivati anche l presidente emerito della Repubblica d’Austria, Heinz Fischer, il Presidente della Slovenia, Borut Pahor e il Presidente portoghese, Anibal Cavaco Silva.
L’arrivo del feretro è stato accompagnato da un lungo appaluso mentre i corpi dell’aeronautica, dell’esercito e della marina militare cantavano l’inno di Mameli.
La scelta degli oratori è ricaduta sulla famiglia Napolitano. A parlare: i presidenti del Senato Ignazio la Russa e della Camera Lorenzo Fontana. Poi l’ex premier ed ex presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato, il commissario europeo Paolo Gentiloni, Gianni Letta e l’ex parlamentare Anna Finocchiaro. Si passa poi ai discorsi del cardinale Gianfranco Ravasi, per continuare a intrecciare il delicato filo fra l’esperienza del presidente laico e la dimensione religiosa. Gli ultimi interventi sono quelli della famiglia: il figlio Giulio Napolitano e la nipote Sofia.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata alla Camera poco prima delle 11, anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, entrata insieme alla partigiana 103enne Iole Mancini, presente anche la presidente del Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, presente anche il ministro Matteo Salvini. Ha raggiunto Montecitorio anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto in piazza dal presidente della Camera Lorenzo Fontana.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, spiegando che con Napolitano “scompare una delle figure più rilevanti della storia politica e istituzionale della Repubblica“, il presidente emerito è stato un “servitore dello Stato, nel corso del suo mandato presidenziale ha guidato il Paese in uno dei periodi più complessi della storia italiana recente“. Fontana ha poi aggiunto che “Napolitano ha attraversato da protagonista le grandi vicende internazionali e nazionali del suo tempo. Con la sua morte scompare una figura di altissima levatura politica, il cui profondo senso delle Istituzioni e il rigore morale costituiscono un esempio straordinario di impegno al servizio della Repubblica“. Ignazio La Russa ha parlato di come Napolitano abbia “sempre rivendicato – con orgoglio – la propria storia politica, le proprie radici, i valori in cui ha creduto. Come ho ricordato in Aula, in occasione dei suoi 70anni di attività parlamentare, Giorgio Napolitano è stato testimone di una cultura che si fa politica e di una cultura politica che si fa istituzione. Da Capo dello Stato ha guidato la Nazione, riconoscendosi in quei valori che sono le fondamenta della nostra Carta Costituzionale. Certo, come tutti i grandi leader, ha avuto nell’agone politico confronti e contrasti, anche duri“.
Gianni Letta ha ricordato che “oggi l’Italia perde un grande Presidente, un grande protagonista della politica, un uomo legato alla propria storia ma capace di cogliere l’innovazione, un uomo con una storia di parte ma che ha saputo essere uomo delle Istituzioni. Scompare uno dei protagonisti principali della storia repubblicana di questi sessant’anni e si chiude anche un capitolo importante e tormentato, complesso di questa storia“. Paolo Gentiloni, ha voluto salutare “un grande riformista europeo, per lui l’Europa è stata sempre la via maestra. Caro Giorgio, questa via, la tua via cercheremo di seguirla sempre. Salutiamo un grande presidente un simbolo della credibilità e della forza delle istituzioni delle Repubblica e lo facciamo stretti attorno al presidente Mattarella, che di questa credibilità e di questa forza è espressione ogni giorno“.
Giulio Napolitano ha ricordato così il padre: «ricordo che in prima elementare lo ritrassi in un disegno accompagnato dalla scritta ‘Mio papà fa il deputato al Parlamento’. Lo ritrassi alla scrivania con la penna in mano, a leggere libri e saggi, per 50 anni l’ho visto in quella posizione. Per mio padre la politica non era solo un’attività intellettuale ma partecipazione fisica ed affettiva».
Il presidente emerito della Corte costituzionale ed ex premier, Giuliano Amato ha detto: «tarderà molto a nascere, se nascerà, un italiano con le sue qualità messe al servizio di una politica vissuta come il luogo fondamentale in cui interagire con gli altri. Non a caso una delle citazioni più belle nei suoi discorsi è quella di un giovane condannato a morte della Resistenza che scrive alla madre: ‘ci hanno fatto credere – scriveva – che la politica è sporcizia e lavoro da specialisti. Invece la politica e la cosa pubblica siamo noi stessi’. Napolitano lo ha insegnato a tutti noi».
Anche il cardinale Gianfranco Ravasi, ha dedicato un commento: «i saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre». È una frase tratta dal libro biblico di Daniele (capitolo 12, versetto 3). Ravasi ha poi detto di voler lasciare un “fiore” ideale sulla tomba di Napolitano e che tale fiore è la frase tratta da Daniele.
Allestiti a Roma due maxi schermi: uno in piazza Montecitorio e l’altro nell’adiacente piazza Capranica.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua anche il presidente cinese Xi Jinping ha salutato l’ex presidente della Repubblica Napolitano, sottolineando come si fosse “a lungo impegnato nell’amicizia tra Pechino e Roma e negli scambi e nella cooperazione tra i due Paesi, dando un contributo positivo alla pace e allo sviluppo nel mondo“.
di: Alice GEMMA
aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA / ANGELO CARCONI