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La pubblicità di Esselunga si è imposta anche nel dibattito politico

Una pubblicità è al centro dei dibattito pubblico in questi giorni, quella di Esselunga. La trama racconta di una famiglia separata con la bambina che, come tentativo di far riavvicinare i due genitori prova appunto con una pesca, porgendola al padre dicendo “te la manda la mamma“.

La polemica è nata prima sui social, con schieramenti opposti tra chi apprezza la rappresentazione più realistica delle famiglie non alla Mulino Bianco, ma in diversi lamentano che lo spot “risveglia sofferenze in chi ha provato l’esperienza della separazione”, mentre per altri è insopportabile il binomio dettato dallo stigma sociale “famiglia unita-famiglia felice”. Esselunga ha fatto sapere che “con il film ‘La Pesca’ si è voluto porre l’accento sull’importanza della spesa, che non viene vista solo come un acquisto, ma descritta come qualcosa che ha un valore più ampio“, e il soggetto dello spot rappresenta “una delle tante storie di persone che entrano in un supermercato“. Spesa “vista attraverso gli occhi e il vissuto di una bambina” che compie “un gesto, fatto con la semplicità e allo stesso tempo con l’ingegno tipico dei bambini” che “svelerà, istante dopo istante, una storia densa di tenerezza che arriva al cuore e commuove con delicatezza“.

Il dibattito oltre che social è stato anche politico. Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo spot è “bello e toccante” e un parere positivo arriva anche dalla Ministra per le pari opportunità e la famiglia Roccella che spiega come “con tante pubblicità che vedono il bambino solo nella sua veste di consumatore questo è un bel racconto aderente ai sentimenti che i più piccoli e anche gli adulti provano“. Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera sostiene che la pubblicità “da sempre ha assunto un ruolo culturale, dai tempi di Toscani che, però, piaceva all’intellighenzia di sinistra e quindi andava bene“, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini sottolinea invece che “trasformare uno spot in uno splendido messaggio di amore e famiglia merita solo sorrisi. Come fa certa gente a insultarlo e deriderlo solo perché non narra il ‘modello’ che vorrebbero loro?“.

Di altro avviso l’ex segretario del Partito Democratico Bersani, che reputa “davvero sbagliato, in questo ed altri casi, mettere in mezzo la sofferenza dei bambini su temi delicati per scopi commerciali“, mentre da Azione si alza la voce di Carlo Calenda che tuona “oggi la ruota della perdita di tempo della politica italiana si è fermata sulla casella spot. Cosa ci dice quello spot? Niente. Tranne che a Esselunga sanno davvero fare il loro lavoro. Ora ci sarebbe il problema della sanità. Non c’è lo spot ma ci sono le liste d’attesa. Siamo un branco di decerebrati e meritiamo l’estinzione“. Dal dibattito si sfila la segretaria del PD Elly Schlein che dice di non aver visto la pubblicità in questione. Per Elisabetta Scala, vicepresidente del Movimento Italiano Genitori e responsabile dell’Osservatorio Media del MOIGE, “questo spot non criminalizza né banalizza la sofferenza di chi ha avuto una separazione, ma esprime quello che con ogni probabilità è il desiderio della maggior parte dei figli di coppie separate: vedere mamma e papà tornare insieme e ritrovare amore ed armonia. Senza demonizzare le coppie che affrontano il delicato momento della separazione, lo spot offre una lettura, un desiderio di ricomposizione, che certo non esprime interamente ogni sfaccettatura di un momento così delicato e controverso. I sentimenti non si censurano, ben vengano tutte le espressioni libere che possano esserci da parte dei minori verso i loro genitori, che possono anche aiutare i genitori a comprendere e ad accogliere il vissuto emotivo dei figli per guidarli ed aiutarli in questo passaggio difficile dal punto di vista psicologico e affettivo“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY