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Si tratta di Catello Romano, già in carcere per l’omicidio di Luigi Tommasino

Un killer di camorra, Catello Romano, che si trovava già in carcere per aver ucciso il consigliere comunale Luigi Tommasino nel 2009 a Castellamare di Stabia, si è laureato in cella e nella tesi ha confessato altri due omicidi.

Ho 33 anni e sono in carcere da 14 anni ininterrotti. Ho commesso crimini orrendi e sono stato condannato per diversi omicidi di camorra. Quella che segue è la mia storia criminale” ha dichiarato Romano nella tesi, discussa nel carcere di Catanzaro e intitolata “Fascinazione criminale”. Tra le pagine, ha confessato il duplice omicidio di Carmine D’Antuono e Federico Donnarumma, uccisi il 28 ottobre del 2008: “L’evento più violento, traumatico, irrimediabile della mia vita”, scrive, affermando che che Donnarumma non doveva essere ucciso: “non so perché, non l’ho capito e non me ne capacito ancora, ma sparai anche a lui”.

Catello Romano ha intrapreso negli ultimi anni un percorso religioso, convertendosi alla religione islamica. All’epoca dell’omicidio di Tommasino, Romano faceva parte di commando guidato da Renato Cavaliere che sparò una raffica di colpi contro il politico. Tommasino, infatti, conosceva alcuni elementi di spicco della camorra stabiese, con i quali si presuppone che avesse stretto patti non mantenendo però le promesse fatte.

“Il crimine esercita una profonda fascinazione» nei confronti dei giovani, arrivando a “sostituire la famiglia d’origine”, è la tesi discussa da Romano. L’ex camorrista racconta la sua infanzia spiegando che da bambino voleva fare il poliziotto, sogno che si è infranto quando, dopo la traumatica separazione dei genitori, si è attaccato a personaggi che hanno “occupato” il suo spazio interiore. “Prima o professore e vesuviano, Raffaele Cutolo, e poi Renato Cavaliere, il mio compare di malavita”.

Ora, Romano vuole ripartire “da quel Catello che ero prima di tutto quello che ho raccontato” e si augura di “riuscire a mettere ordine, una volta e per sempre, nella mia vita“.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO