Le nuove scoperte sull’apparato fonatorio dei pinguini sudafricani possono contribuire a tutelare la specie, a forte rischio di estinzione

La vocalizzazione è uno misteri più affascinanti del regno animale, capace ancora di stupirci. È il caso di una nuova scoperta frutto della collaborazione fra l’Università di Torino (DBIOS e Scienze Veterinarie), l’Università Jean-Monnet (Francia), l’Università UWC (Sudafrica) e la fondazione SANCCOB. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, sostiene che i pinguini siano in grado di riconoscersi anche in base al rispettivo timbro di voce.

La scoperta segue gli studi sulle convedrgenze evolutive fra i mammiferi e l’uomo. Fra gli elementi “in comune” ci sarebbero dunque anche meccanismi e strutture anatomiche predisposte alla produzione e al riconoscimento di segnali vocali.

Lo studio ha coinvolto un gruppo di pinguini africani che utilizzerebbero le risonanze dei condotti vocali per codificare informazioni nei segnali acustici. Informazioni consentirebbero loro persino di riconoscersi individualmente.

Gli studiosi hanno scelto il pinguino africano, lo Spheniscus demersus, per le loro caratteristiche. A partire dalla monogamia e dalla forte territorialità, è stato analizzato quanto i richiami di contatto e i richiami produttivi intonati dai pinguini varino significativamente da un esemplare all’altro, facilitando il riconoscimento della fonte.

Lo studio dell’apparato fonatorio degli uccelli, “finora largamente inesplorato” come spiega il co-autore dello studio e docente di clinica chirurgica veterinaria Alberto Valazza, troverà sempre maggior accuratezza anche grazie alle tecniche di diagnostica per immagini. In particolare, i ricercatori hanno sfruttato dei modelli computazionali a partire dai risultati di TAC fatte a calchi di individui e dalle registrazioni degli animali dal vivo.

Non solo: come spiega Frine Scaglione, co-autrice e anatomo patologa veterinaria, lo studio della comunicazione vocale del pinguino africano potrà “contribuire allo sviluppo di sistemi di monitoraggio acustico passivo delle colonie in natura“, fondamentale per “contribuire alla sua gestione e conservazione” trattandosi di una specie fortemente minacciata di estinzione.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY