Ci sarebbero vittime e feriti. Secondo i media egiziani il valico di Rafah riaprirà il 20 ottobre
È drammatica la situazione nella Striscia di Gaza.
Il ministero degli Interni di Hamas ha dichiarato che un raid israeliano su una chiesa a Gaza ha causato diversi morti e feriti. Il ministero, che parla di “un gran numero di martiri e di feriti”, ha detto che è accaduto nel terreno della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio. Secondo alcuni testimoni, citati da RaiNews, l’attacco sarebbe stato, invece, mirato a un obiettivo vicino al luogo di culto. L’esercito israeliano, da parte suo, ha riferito che sta verificando le informazioni.
Le sirene di allarme sono risuonate a Tel Aviv e nel centro di Israele. Subito dopo si sono udite esplosioni in aria, dovute all’intercettazione dei razzi da parte dell’Iron Dome, lo scudo antimissilistico.
Il comandante dell’esercito del sud di Israele Yaron Finkelman ha dichiarato che “la battaglia si sta spostando sul territorio di Hamas” a Gaza.
«Questa guerra ci è stata imposta da un nemico spietato che ci ha inferto un colpo significativo – ha affermato Finkelman – Li abbiamo fermati e bloccati. Li stiamo colpendo con colpi duri e la battaglia si sta spostando nel loro territorio. Siamo determinati a prevalere sul loro stesso territorio».
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato i soldati del 51esimo battaglione della Brigata Golani dell’esercito vicino a un punto di raccolta nei pressi di Gaza. «Sono qui con i soldati Golani provenienti da tutte le parti del Paese – ha dichiarato Netanyahu, stando a quanto riferito dall’Idf – Hanno combattuto come leoni e combatteranno come leoni, vinceremo con tutta la nostra forza».
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant avrebbe comunicato ai soldati del fronte sud che l’ordine di entrare a Gaza arriverà presto. Lo ha riferito RaiNews. «Ora vedete Gaza da lontano, presto – ha dichiarato Gallant- la vedrete dall’interno».
C’è attesa per la data di riapertura del valico di Rafah, tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, annunciata ieri, 18 ottobre, per il passaggio degli aiuti umanitari. Secondo i media di stato egiziani il varco potrebbe riaprire domani, 20 ottobre.
Secondo l’esercito sarebbero ancora 100-200 i cittadini israeliani dispersi dopo l’attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Lo hanno riferito i media che hanno citato fonti militari. Secondo le fonti la maggior parte dei civili e dei soldati israeliani presi lo scorso 7 ottobre – ad oggi ne sono stati individuati 203 – sarebbero nelle mani di Hamas. Stando alla stessa fonte, circa 30 degli ostaggi sarebbero minori o adolescenti, mentre 20 sarebbero persone anziane.
Il ministero degli Esteri tedesco invita i connazionali a lasciare il Libano. «Anche i cittadini tedeschi che si trovano attualmente in Cisgiordania sono invitati a partire» si legge sul sito del ministero.
Font mediche: giornalista ucciso nel sud del Libano
Secondo fonti mediche libanesi un giornalista sarebbe stato ucciso nel sud del Libano, al confine con Israele, a ridosso della Linea Blu che separa i due Paesi. Non sono ancora arrivate conferme o smentite. Un altro giornalista sarebbe rimasto ferito.
Secondo fonti di stampa locali sarebbero in corso nell’area bombardamenti israeliani.
I moniti dell’Onu e dell’Oms
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, in visita a Il Cairo, ha invitato a uno “sforzo umanitario importante e duraturo” per Gaza.
Guterres ha chiesto “accesso umanitario rapido e senza ostacoli” per gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, e ha richiesto il “cessate il fuoco umanitario immediato”. «Abbiamo bisogno di cibo, acqua, carburante e medicine subito, ne abbiamo bisogno in grandi quantità e ne abbiamo bisogno in modo sostenibile – ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite – Ciò che serve non è una piccola operazione ma uno sforzo duraturo […], gli operatori umanitari devono essere in grado di portare gli aiuti e distribuirli in modo sicuro” nella Striscia di Gaza».
Nel frattempo anche l’Oms lancia un monito a Israele, per consentire l’ingresso del carburante a Gaza.
«Il carburante è necessario anche per i generatori degli ospedali, per le ambulanze e per gli impianti di desalinizzazione: invitiamo Israele ad aggiungere carburante alle forniture salvavita che possono entrare a Gaza – ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Ghebreyesus, citato da Haaretz – I nostri camion sono carichi e pronti a partire. Stiamo lavorando con le Società della Mezzaluna Rossa egiziana e palestinese per consegnare i nostri rifornimenti a Gaza non appena il valico di Rafah sarà aperto, speriamo domani».
Russia: veto Usa alla risoluzione Onu avrà conseguenze mostruose
Secondo Mosca la decisione degli Stati Uniti di bloccare una risoluzione dell’Onu che invoca una “pausa umanitaria” avrà “conseguenze mostruose”, soprattutto in relazione alle perdite dei civili. Lo ha riferito in un comunicato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. «Nel contesto di un confronto che si estende e rischia di oltrepassare le frontiere della regione del Medio Oriente e di acquisire una dimensione confessionale – ha dichiarato Lavrov – le conseguenze di una tale decisione sono potenzialmente mostruose».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MARTIN DIVISEK (IMMAGINE DI REPERTORIO)