Sotto controllo la frontiera con la Slovenia
Sono stati espulsi un cittadino tunisino e un cittadino kosovaro perché ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale in quanto “fortemente radicalizzati”. A renderlo noto è il Viminale.
Arrivano così a 56 i provvedimenti di espulsione svolti nel 2023 nei confronti di cittadini stranieri visti come pericolosi per la sicurezza nazionale. Si tratta di un 42enne, cittadino tunisino, irregolare sul territorio nazionale, che si trovava in carcere dove, all’interno della sua cella, è stata trovata la foto di un uomo armato di mitra con alle spalle la bandiera dell’Isis. Scarcerato nel 2020, è stato associato al Cpr di Gradisca d’Isonzo (GO) e poi in quello di Caltanissetta.
Il secondo uomo è un cittadino kosovaro, la cui figura è emersa dopo un’attività investigativa avviata nel 2016 dalla Digos di Venezia su un gruppo di soggetti radicalizzati, che ha portato all’arresto nel 2017, di tre cittadini kosovari sui quali c’erano gravi indizi di colpevolezza circa la partecipazione ad un’associazione con finalità di terrorismo internazionale, in relazione alla loro adesione all’ideologia dello Stato Islamico.
Piantedosi: “da Slovenia intercettati 7mila migranti nel 2023”
Sono circa 7.000 mila le persone che sono state intercettate alla frontiera italiana al confine con la Slovenia quest’anno.
A comunicarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in riguardo i controlli sugli arrivi dei migranti dai Balcani aggiungendo “ma tante altre potrebbero essere passate”.
«È una frontiera con un tipo di flusso che destava e desta maggiori preoccupazioni – ha spiegato ospite di ‘Stasera Italia Weekend’ – non solo per questa evidente impossibilità di intercettare i flussi se non ci sono controlli più capillari, ma perché riguarda un tipo di arrivi da luoghi che destano più preoccupazione, ad esempio dalla Bosnia dove è noto che ci sono degli hub di coltivazione di fenomeni di radicalizzazione».
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA / PAOLO SALMOIRAGO